In Italia, il 64% delle sigarette fumate in luoghi pubblici (parchi, giardini, piazze e strade) viene smaltita in modo improprio, abbandonando il rifiuto. Puzzolenti, tossici e anche lenti a degradarsi, i mozziconi di sigaretta sono il secondo rifiuto in plastica monouso più frequentemente rinvenuto sulle spiagge dell’Unione Europea.
I numeri del fenomeno sono impressionanti:
- 850.000 le tonnellate di mozziconi abbandonate all’anno;
- 200 le sostanze tossiche contenute nei filtri, di cui almeno 70 cancerogene;
- 2 anni il tempo minimo impiegato dal filtro per degradarsi in natura.
“Ogni giorno 5 milioni di mozziconi di sigaretta vengono abbandonati nelle spiagge e delle circa 6 trilioni di sigarette fumate ogni anno in tutto il mondo, 4,5 trilioni di mozziconi vengono dispersi nell’ambiente". A diffondere i dati è la Onlus Marevivo: “Questi rifiuti non sono biodegradabili ma si sminuzzano in microplastiche che, se ingerite dagli animali marini, entrano a tutti gli effetti nella nostra catena alimentare". Sempre Marevivo ci informa che il 40% dei rifiuti in plastica monouso nel Mediterraneo sono mozziconi, una percentuale molto alta se confrontata a quelle delle bottiglie di plastica (9,5%), dei sacchetti (8,5%) e delle lattine (7,6%).
Ecco perché intercettare i mozziconi nei cosiddetti “hotspot” (ossia i luoghi dove abitualmente si generano tali rifiuti, come strade, piazze o giardini pubblici particolarmente frequentati) è un passaggio fondamentale per contrastare il fenomeno del littering.La startup RE-CIG ha ideato un processo che trasforma i filtri usati delle sigarette in acetato di cellulosa, a sua volta utilizzato in oggetti di uso comune come montature di occhiali e manici di ombrello. Se sei un’azienda o una pubblica amministrazione, puoi aderire facilmente all’iniziativa - se sei stato a Ecomondo, ad esempio, avrai notato i posacenere con il logo RE-CIG all’uscita della Fiera.