C'è un garage, uno sgabuzzino, un armadio in fondo al corridoio. Dentro, sepolta sotto altre cose, c'è una racchetta da tennis che non usiamo da tre anni, un paio di scarpini da calcio diventati ormai troppo stretti, una borraccia con il moschettone ammaccato. Oggetti che non buttiamo perché ci sembra uno spreco, ma che non usiamo più. Oggetti che, malgrado la loro apparente inutilità hanno ancora una vita davanti.
Nasce da questa intuizione Rigenera Sport ETS, un'associazione bolognese che ha trasformato il riuso dell'attrezzatura sportiva in uno strumento di inclusione sociale, educazione civica ed economia circolare concreta.
Chi sono e cosa fanno
Rigenera Sport ETS è un'associazione senza scopo di lucro operante principalmente sul territorio di Bologna e in Romagna, che guarda con grande attenzione ai temi della sostenibilità e dell'economia circolare applicati allo sport.
A guidarla sono Renato Sebastianelli, Presidente, dottore commercialista e revisore contabile, ed Enrico Paci, Vice Presidente, consulente aziendale. Due professionisti che hanno in comune la passione per lo sport e la convinzione che la sostenibilità non sia una questione da lasciare ai grandi gruppi industriali, ma qualcosa che si pratica anche partendo da un cassetto di casa.
Il meccanismo è semplice e immediato. Raccolgono attrezzature e materiale sportivo usato in discrete o buone condizioni, non più utilizzato, con l'obiettivo di donare loro una seconda vita in chiave no profit. Il catalogo di ciò che accettano è sorprendentemente ampio: magliette, felpe, pantaloncini, scarpe da calcio, tennis, basket, volley e running, palloni, reti, racchette da tennis, padel e beach tennis, zaini, tappetini da palestra, occhialini e costumi da piscina, biciclette, tende da campeggio, piccoli attrezzi da palestra.
Tutto ciò che consente a qualcuno di fare sport.
Il modello circolare: sostenibilità e solidarietà come binomio
Il pilastro fondante dell'associazione è l'allungamento del ciclo di vita degli articoli sportivi: si riducono i rifiuti prodotti e si dona una seconda vita agli oggetti in chiave benefica. Due obiettivi, ambientale e sociale, che si alimentano l'uno con l'altro, dimostrando che economia circolare e impatto sociale non sono dimensioni separate ma facce della stessa medaglia.
Ogni capo raccolto e successivamente donato da Rigenera Sport si traduce in un immediato risparmio di kg di CO2 emessi nell'atmosfera, favorendo la transizione verso un sistema economico realmente circolare, sostenibile, solidale e inclusivo.
Gli articoli sportivi usati raccolti vengono messi a disposizione di associazioni o enti che operano in aree svantaggiate o con soggetti in difficoltà, a rischio emarginazione o con disabilità, con l'obiettivo primario di avvicinare sempre più persone allo sport, in particolare coloro che in assenza di un supporto esterno non avrebbero questa opportunità.
I partner donatori sono scuole, associazioni e società sportive, aziende; i destinatari sono associazioni ed enti benefici e del sociale, associazioni e società sportive inclusive, carceri.
Quattro direzioni, un'unica visione
L'attività di Rigenera Sport si articola in quattro linee di intervento distinte ma complementari.
La prima e più consolidata è la raccolta e donazione di materiale sportivo usato: coniugare sostenibilità e solidarietà in ambito sportivo, donando una seconda vita in chiave benefica ad attrezzature e materiali non più utilizzati ma ancora in discrete o buone condizioni.
La seconda è l'educazione civica e ambientale: lezioni presso scuole e altre realtà con l'obiettivo di sensibilizzare studenti e giovani su tematiche quali economia circolare, sostenibilità e solidarietà, con un focus sul mondo dello sport. Un lavoro di semina che mira a costruire una cultura del riuso nelle nuove generazioni.
La terza è il progetto carceri, forse la più significativa sul piano dell'impatto umano: supportano diverse strutture carcerarie fornendo quei materiali — abbigliamento, scarpe, reti, palloni — indispensabili per permettere ai detenuti di fare sport; proprio la mancanza di materiali e attrezzature rappresenta l'ostacolo più grande alla pratica sportiva in tali strutture.
La quarta è lo scambio di materiale usato: eventi dedicati allo scambio di materiale sportivo usato nei quali i partecipanti possono barattare tra loro abbigliamento e altri articoli sportivi, rafforzando la consapevolezza del riuso come scelta più sostenibile.
Le voci di chi riceve
Le testimonianze di chi ha beneficiato del lavoro di Rigenera Sport sono il dato più eloquente. L'Istituto Penale per i Minorenni "Pietro Siciliani" di Bologna ha scritto loro una lettera che vale più di qualsiasi statistica: «Il materiale sportivo usato, dato in dono al nostro Istituto Minorile e alla Sezione distaccata presso la Casa Circondariale "Rocco D'Amato" di Bologna ha permesso ai minori e giovani adulti ristretti di poter svolgere varie discipline sportive all'interno della struttura. In un contesto difficile come quello del carcere, in particolar modo rivolto al mondo minorile, l'opportunità di praticare attività sportiva può rappresentare un potente strumento di riscatto, nonché la speranza di un futuro migliore per ragazzi che hanno perso fiducia in sé stessi, negli altri e nella vita in generale».
Anche l'Antoniano Onlus di Bologna, storica realtà di accoglienza e solidarietà, ha riconosciuto il valore del contributo ricevuto: «La Popolare Antoniano è nata proprio per usare il calcio come mezzo di inclusione, fiducia e accoglienza. Un campo, un pallone, dieci nazionalità, dieci storie. A rendere possibile tutto questo ci sono anche realtà come l'associazione Rigenera Sport, che ci ha supportato fornendo borracce, palloni e altri materiali sportivi per le partite e i laboratori».
E ancora la Caritas di Brisighella, che con il materiale ricevuto ha potuto avvicinare allo sport bambini e ragazzi della Valle del Lamone; MondoDonna Onlus, che lo ha destinato ai bambini del suo centro estivo; Hic Sunt Leones Football Antirazzista, che ne condivide lo spirito.
Il Liceo Scientifico Tassoni di Modena è tra le scuole partner, e il modello si sta estendendo a macchia d'olio nel sistema scolastico emiliano-romagnolo. L'Istituto Comprensivo Bologna 7 ha aderito al progetto, invitando famiglie e studenti a cercare in garage, cantine e armadi il materiale sportivo ancora utilizzabile da donare all'associazione.
A livello federale, il Comitato Regionale Emilia Romagna della Federazione Italiana Pallacanestro ha riconosciuto e promosso il progetto, contribuendo a dargli visibilità nel mondo sportivo organizzato.
Una filosofia che si riassume in uno slogan
Nel linguaggio asciutto e diretto di Rigenera Sport c'è una frase che funziona come manifesto: "L'attrezzatura cambia mani ma non i sogni." Poche parole che racchiudono tutto: l'idea che un oggetto fisico sia un vettore di possibilità, che il suo valore non si esaurisca con il primo utilizzo, che la circolarità non sia solo un concetto tecnico ma una scelta di civiltà.
In apertura del sito, una citazione di Nelson Mandela: «Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di ispirare, di unire le persone. Lo sport ha il potere di creare speranza dove c'è disperazione. È più potente dei governi nel rompere le barriere razziali, è capace di ridere in faccia a tutte le discriminazioni».
Rigenera Sport non si accontenta di citarla. La pratica, un pallone usato alla volta.