Rischio paralisi per l’Economia Circolare in Italia: manca un quadro normativo adeguato allo sviluppo del settore

02/08/2019

Il mondo imprenditoriale e associativo legato all’Economia Circolare lancia un grido d’allarme per denunciare il blocco del settore e indirizza un appello a Governo e Parlamento per aggiornare in tempi brevi il nostro quadro normativo in materia di End of Waste, la definizione di rifiuto.

Il sostanziale blocco delle operazioni di riciclo dei rifiuti nel nostro Paese ha un costo di circa 2 mld di euro l’anno e ha pesanti ricadute sull’ambiente, sulla salute dei cittadini e sulla gestione dei rifiuti per famiglie e imprese.
 
“Va subito recepita la norma europea che consente il rilascio delle autorizzazioni al riciclo”, è la sostanza dell’appello. La misura dello Sblocca Cantieri in materia di cessazione della qualifica di rifiuto si è difatti limitata a salvaguardare le tipologie e le attività di riciclo già previste e regolate dal 1998, escludendo quelle che sono state sviluppate nel frattempo. Le attività più colpite risultano pertanto essere proprio quelle più innovative per il riciclo e il recupero di materia prima seconda, le più efficaci nell’azione di tutela ambientale e più promettenti in termini di sviluppo di buone pratiche di economia circolare.

La soluzione per porre fine a questa emergenza viene indicata nel recepimento del Pacchetto di Direttive dell’UE in materia di Economia Circolare, pubblicato a giugno 2018. Le Imprese e le Associazioni di settore chiedono con forza di recepire tali Direttive per garantire una gestione sicura ed efficiente dei rifiuti e affrontare le sfide ambientali ed economiche a livello globale. 

Sottoscrivono l’Appello:
Confindustria, Circular Economy Network, Cna, Fiseunicircular, Fise Assoambiente, Confederazione Italiana Agricoltori, Confartigianato Imprese, Confcooperative, Legacoop Produzione e Servizi, Cisambiente, Federchimica, Federacciai, Federazione Gomma Plastica, Assomineraria, Conai, Conou, Ecopneus, Confederazione Libere Associazioni Artigiane Italiane, Green Economy Network di Assolombarda, Utilitalia, Casartigiani, Confapi, Assovetro, Confagricoltura, Consorzio Italiano Compostatori, Ecotyre, Cobat, Consorzio Ricrea, Anco, Aira, Greentire, Assobioplastiche, Ascomac Cogena, Ecodom, Amis, Comieco, Assocarta, Federazione Carta e Grafica, Centro di Coordinamento Raee, Siteb, Assorem, Firi, Federbeton, Aitec, Conoe, Corepla, Federesco, Angam, Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori, Ucina – Confindustria Nautica, Assofond, Consorzio Carpi, Assofermet, Agci-servizi, Ance, Legacoopsociali.
 
 
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