Riusare l’Italia col buon senso: una sfida di civile semplicità

di Roberto Tognetti

11/09/2019

“Riusiamo l'Italia. Da spazi vuoti a start up culturali e sociali” è una ricerca in progress confluita nell’omonimo libro, pubblicato dal Gruppo 24 Ore, scritto nel 2014 da Giovanni Campagnoli con post-fazione di Roberto Tognetti. È un "road book" che parte dalle buone pratiche di riuso creativo degli spazi. 
Tema attuale, in quanto oggi l'Italia è "piena di spazi vuoti" e riuscire a riusarne anche solo una minima parte, affidandoli a delle start up culturali e sociali, può diventare una leva a basso costo per favorire l'occupabilità giovanile. Il sito, la pagina Facebook e la piattaforma costituiscono gli strumenti per supportare l’innovazione sociale, culturale ed economica facendo incontrare la domanda e l’offerta di spazi da riusare. 

Le potenzialità generative della piattaforma si basano sul concetto di open source, dove ognuno può inserire il proprio spazio vuoto, sfitto, sottoutilizzato, per favorire percorsi di riuso e rigenerazione urbana con finalità sociali e/o culturali. Più in generale la piattaforma definisce tre ambiti operativi: per il caricamento di situazioni da offrire cliccando “Proponi il tuo spazio”, per l’utilizzo di un motore di ricerca scegliendo “Ricerca avanzata di spazi” e per l’identificazione di specifici progetti selezionando “Gli interventi”. 
La cosa più utile e interessante in questa fase è –appunto- quella di allargare l’offerta contribuendo così a popolare la mappa del maggior numero di situazioni possibili. Più si caricano edifici da riutilizzare e più si aiuta il rilancio del sistema-paese, soprattutto per la valorizzazione dei suoi infiniti talenti. Il target perfetto è costituito da situazioni di abbandono o dismissione “quasi” pronto-uso, ovvero casi dove i costi e gli oneri di riabilitazione siano nulli o bassi e dove quindi i tempi di colonizzazione dei luoghi siano davvero veloci.

La mappa è gratuita ed è semplice da usare, la compilazione del percorso “Proponi il tuo spazio” avviene prevalentemente attraverso parametri pre-definiti da scegliere cliccando le opzioni che ricorrono. Ciò porta progressivamente a comprendere che non si tratta di un mercato di transazioni immobiliari, ma viceversa di uno strumento per accelerare processi di creazione del valore, processi che possono e devono essere innescati da attività anche di riuso temporaneo, riuso creativo, riuso partecipato, attività insomma dove sono “i valori” dei contenuti a ripristinare “il valore” dell’immobile e non il contrario. Per questo tipo di operazioni NON c’è una regola pre-definita, vale il caso per caso e conta molta la fantasia e la creatività. 

La rigenerazione urbana è indispensabile e sempre di più necessaria, intorno ad esse servirebbe sperimentare nuove forme di cittadinanza attiva e creativa e dunque nuove forme di democrazia.
La rigenerazione urbana dovrebbe diventare il terreno tecnico operativo del cambiamento futuro in termini sostenibilità e semplicità. Provare a riutilizzare il patrimonio dismesso, sottoutilizzato, abbandonato, sfitto, invenduto o incompiuto è una necessita epocale per rigenerare città, territori e le relative periferie. Si tratta di una sorta di “seconda natura” che deve essere riplasmata e riabilitata per gli usi contemporanei.  Una siffatta azione deve diventare la “scena” dove si recupera memoria, tradizione e senso identitario, ma anche “teatro” di nuove rappresentazioni e narrazioni che permettano alla comunità locali di intercettare cambiamento e desiderio di futuro. La successione logica potrebbe essere la seguente:

1.    Esistono endemicamente sterminati patrimoni abbandonati per quantità e/o qualità;
2.    Non esistono le risorse pubbliche necessarie per una loro ristrutturazione complessiva;
3.    Spesso non esistono nemmeno le destinazioni d’uso identificabili a priori;
4.    Persiste invece l’esigenza di conservare e valorizzare detto patrimonio, soprattutto quando i relativi livelli di degrado sono ancora contenuti;
5.    Esistono moltitudini di casi di riuso temporaneo e/o riuso creativo che possono qualificarsi come buone pratiche per contaminare sempre di più altre situazioni potenziali.
6.    Può essere un fertile terreno di sperimentazione quello di re-inventare questa abbondanza di spazi da riusare come esercizio di ricerca della felicità collettiva, e quindi come spazi che aggiungono qualità e quantità alla nostra vita, non solo come spazi funzionali, ma anche come spazi di contemplazione, di aggregazione, di convivialità, luoghi dove svolgere con leggerezza anche tentativi, prove ed errori per nuove forme di convivenza, più ricche, più aperte, più sostenibili.

All’Italia oggi servirebbe un nuovo statuto che potrei definire di “semplicità progettuale”. Semplicità perché il nostro è un paese complicato anche quando tenta di produrre “semplificazione”. Si è visto infatti come vent’anni di semplificazione abbiano prodotto “nuovi mostri” che hanno portato il paese a quella “retorica dell’innominabile”, che si verifica puntualmente di fronte alle inerzie della “burocrazia” usata come “alias” tutte le volte, cioè quasi tutte, in cui non è possibile identificare una “responsabilità imputabile”.

“Semplicità” significa rimuovere il “formalismo” dal nostro ordinamento giuridico e sostituirlo, quanto meno nelle pratiche di governo del territorio, con meccanismi dove è “il progetto” a definire le regole. Regole che devono essere: essenziali e –appunto- semplici da applicare. Su questo punto potrebbe essere opportuno scrivere un nuovo articolo della Costituzione per assicurare che la sua applicazione possa godere del massimo posizionamento in termini di gerarchia delle fonti giuridiche. Serve porre le basi per una vera DEMOCRAZIA PROGETTUALE.

Il prossimo 20 settembre si terrà a Rimini, presso l’ex Colonia Bolognese , un’occasione di studio, riflessione e incontro sul tema del riuso creativo, temporaneo e partecipato. Una sfida di “civile semplicità” per promuovere metodi e strumenti operativi, intorno alle grandi potenzialità della Piattaforma La Grande Bellezza / Riusiamo l’Italia si presenterà più performante e rafforzata con svariate funzioni dal fundraising al crowdfunding. 
Per maggiori informazioni consultare qui.
 

Autori

Roberto Tognetti

Roberto Tognetti

Roberto Tognetti, architetto, nel 2008 fonda il network "iperPIANO Ecosistema di soluzioni e innovazioni per il governo del territorio e della...
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