Dal jingle della pubblicità "Olivolì Olivolà" che andava in onda anche su Carosello, di anni ne sono passati. Soprattutto ne sono passati, di anni, dalla sua nascita, celebrata nel 2019, con un 80° che ha ri-svelato il cuore verde di Saclà. Infatti l’azienda italiana leader nel comparto delle olive, dei sottoli e dei sottaceti, con 4 filiali all’estero – dove, specialmente in Francia e nel Regno Unito, Saclà è sinonimo di pesto e di sughi pronti – ed export in oltre 60 Paesi, ha scelto di dire grazie alla Terra attraverso l’iniziativa #Thanksplanet in collaborazione con LifeGate.
"Abbiamo deciso – ci spiega l’AD Chiara Ercole – di celebrare l’ottantesimo compleanno di Saclà facendo qualcosa che potesse essere un ringraziamento al pianeta che ci ospita e alla terra che da sempre, grazie ai suoi frutti, ci nutre e nutre il nostro lavoro. E così con 5 milioni di interazioni sui social abbiamo contribuito per un anno alla salvaguardia di 1 milione di metri quadrati delle foreste dell’Amazzonia brasiliana”.
Perché l’Amazzonia? “La foresta amazzonica è il polmone verde della Terra non solo per la per la quantità ma anche per la qualità dell’ossigeno emesso, derivante dalla biodiversità della flora della foresta stessa”. Proprio grazie alla consapevolezza del valore dell’ambiente che ci circonda, da sempre la policy Saclà è orientata verso scelte etiche e sostenibili: come ha più volte sottolineato il Presidente Lorenzo Ercole, l’innovazione in Saclà significa anche investire in qualità e sostenibilità, come azione a tutela delle produzioni e del consumatore.
#Thanksplanet rappresenta solo la "punta dell’iceberg"’: negli anni, è stata infatti studiata una vera e propria politica ambientale, con un responsabile “amico dell’ambiente”, un sistema di gestione concreto (EMS) e degli obiettivi definiti.
Un vero e proprio Protocollo di sostenibilità, come sottolinea Chiara Ercole: “Insieme agli agricoltori e produttori, l’impegno di Saclà è stato da sempre mirato a produrre rispettando il ritmo delle stagioni, eliminando pesticidi e prodotti chimici nocivi, preferendo l’approccio biologico all’agricoltura. Inoltre sono stati implementati dei miglioramenti tecnici come sistemi di ri-utilizzo termico e di riduzione della dispersione di calore, consentendoci di diminuire il consumo di energia. Usiamo fonti di energia rinnovabili, come ad esempio i 5000 mq di pannelli solari che, direttamente dalle nostre sedi, producono circa 800.000 kw all’anno, risparmiando così circa 400 tonnellate di CO2 (abbiamo stimato che, così facendo, copriamo il consumo pari ad un’intera linea di produzione). Per ridurre le emissioni di CO2 dovute ai trasporti, preferiamo ingredienti italiani, provenienti da fornitori italiani. Riduciamo i consumi di acqua utilizzati e dove possiamo la riutilizziamo. Per la spedizione delle merci utilizziamo il treno, quasi mai l’aereo, e per i trasporti su strada la scelta ricade su partners per la logistica che utilizzino veicoli a bassa emissione per trasportare solo carichi pieni. Oltretutto, il beneficio di tutte queste azioni ‘a basso impatto’ è anche economico.”.
Infine, ci sono le buone pratiche quotidiane: “Negli uffici dell’azienda la carta viene riutilizzata, così come fusti e cesti negli stabilimenti, mentre in mensa non si adoperano piatti di plastica.”
Ma soprattutto per Saclà il rispetto per l’ambiente parte dal rispetto della materia prima e del prodotto, che deve essere lavorato con particolare attenzione poiché entra in ‘catena di montaggio’. "Una cosa che dovrebbe venire naturale a chi lavora nel food”, commenta Chiara Ercole.