Scoprire Montagna Verde, dove la Lunigiana insegna il turismo rigenerativo

di Paolo Marcesini

05/07/2026

Scoprire Montagna Verde, dove la Lunigiana insegna il turismo rigenerativo
Ci sono stato, ad Apella. E il primo ricordo che porto con me non è il paesaggio (peraltro bellissimo), ma un piatto dedicato ai "Sapori della Lunigiana", un tagliere di salumi, formaggi, torte d'erbi, mieli, salse, verdure, pattone di farine di castagne e ricotta di pecora, sgabei fritti e pani di montagna che raccontano quella terra meglio di qualsiasi guida. Non era solo un antipasto ma un viaggio, la sintesi di un territorio che si assaggia prima ancora di essere visitato, dove ogni ingrediente ha una storia e ogni sapore ha un'origine che viene allevata e coltivata a pochi passi da dove viene servito. Ed è partendo proprio da quel piatto che si trova tutta la sincerità di questo luogo che rispetta la sua terra e il paesaggio che la circonda.

Un paesaggio che scopri tra i castagneti secolari dell'Appennino Tosco-Emiliano, dove il tempo sembra procedere con un passo diverso, lento, gentile. Apella di Licciana Nardi è un piccolo borgo a 660 metri di altitudine, in provincia di Massa Carrara, dominato da una torre di avvistamento costruita mille anni fa. Qui, dal 1995, sorge Montagna Verde, un agriturismo biologico e albergo diffuso che ha fatto della sostenibilità dell'accoglienza un manifesto e un metodo di vita e di lavoro capace di regalarti esperienze uniche.
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Una storia di coraggio, prima ancora che di ospitalità

Per capire cos'è oggi Montagna Verde bisogna tornare indietro di trent'anni, a quando Mario Maffei decise di scommettere su un borgo che l'abbandono rurale del dopoguerra stava condannando all'oblio. Grazie a una cooperativa agricola nata nel 1995, Maffei iniziò a restaurare l'antica torre di famiglia e i terreni della chiesa, abbandonati da decenni, per rimettere in moto un'economia locale fondata sull'autoproduzione alimentare e sulla cura del paesaggio agro-pastorale.

Vennero recuperate le case padronali fino a costruire, un edificio alla volta, quello che oggi è un albergo diffuso da cinquanta posti letto, ricavato dalle dimore in pietra del borgo medioevale, restaurate rispettando i materiali e le tecniche di costruzione originarie. Oggi il testimone è passato ai figli, Barbara e Luca, che portano avanti la visione del padre, mentre Montagna Verde ha da poco celebrato i suoi primi trent'anni di storia.

Non è un caso che questo pezzo di Lunigiana sia riconosciuto, dal maggio 2015, come Riserva della Biosfera MAB UNESCO, e che l'agriturismo sia partner della Carta Europea del Turismo Sostenibile promossa dal Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano. Un riconoscimento che premia esattamente ciò che rende unico questo luogo, che ha saputo coniugare la conservazione di un patrimonio naturale e culturale con lo sviluppo di un'economia locale vera.

Le camere, ricavate nelle antiche dimore del borgo con criteri di edilizia sostenibile e attenzione al risparmio energetico, sono state descritte da chi le progetta come un prolungamento del legno dei boschi circostanti, come dei rami che avvolgono l'ospite, proteggendone la quiete. E poi c'è la pietra, nuda e visibile, a ricordare che questa è una terra che appartiene a una cultura contadina profonda e radicata che considera l'accoglienza dell'ospite un valore prima ancora di essere un servizio.
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L'accoglienza come dovrebbe essere

Si parla spesso di turismo sostenibile, più raramente di turismo rigenerativo, quella forma di ospitalità che non si limita a "non danneggiare" un territorio, ma lo rinforza, lo rivitalizza, lo cura e ne restituisce identità e vitalità economica. È esattamente ciò che accade ad Apella.

Il recupero del borgo non ha riguardato solo le pietre. Insieme alle mura sono tornati a vivere mestieri che rischiavano di scomparire: la mieleria, il mulino a pietra dove ancora oggi si macinano le castagne e il mais antico "ottofile", un laboratorio agricolo polifunzionale e quattro essiccatoi per le castagne. Apella ospita un ecomuseo diffuso, con la Casa Nardi come baricentro e un Museo della Canapa e della Lana dedicato alle tradizioni artigianali locali, un modo per non disperdere la memoria materiale di una comunità. È un modello, quello di Montagna Verde, che dimostra come la marginalità geografica può trasformarsi in un valore e fattore competitivo reale.
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L'azienda agricola biologica racconta 600 ettari di cura

L'azienda agricola certificata biologica si estende per oltre 600 ettari tra pascoli e boschi. È da qui che arriva tutto quello che finisce in tavola nel ristorante della Torre: le farine, il miele, l'olio, le carni di animali allevati allo stato brado, gli ortaggi degli orti-giardino che punteggiano il borgo. Gli orti sono la testimonianza di un'agricoltura contadina di piccola scala, familiare, condotta spesso su terrazzamenti sorretti da muretti a secco, in terreni spesso troppo ripidi per qualunque mezzo meccanico. Un'agricoltura eroica che è la base concreta della biodiversità del luogo. Perché la cura è sinonimo di fatica. Testimone silenziosa di una qualità assoluta.

Passeggiare ad Apella significa attraversare un piccolo ecosistema in equilibrio. C'è il bioparco con la sua fattoria didattica, dove asini, pecore e mucche vivono a stretto contatto con gli ospiti, in particolare i più piccoli, in un percorso di educazione ambientale pensato per far conoscere la biodiversità locale attraverso l'esperienza diretta. Tutta intorno, si estende la riserva dei 600 ettari, dove è possibile inoltrarsi a cavallo o a piedi lungo sentieri di trekking, raccogliere fragoline selvatiche, mirtilli, castagne e funghi, da soli o accompagnati da guide esperte.
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E poi c'è la Lunigiana.

Montagna Verde è anche un punto di partenza ideale per esplorare una regione che in pochi ancora conoscono davvero, nonostante la sua straordinaria densità di storia e paesaggio. Basta scendere di poco lungo le strade che si arrampicano tra i castagneti per ritrovarsi a Bagnone o a Filetto, due borghi medievali che custodiscono ancora le loro botteghe artigianali e i rispettivi castelli, mentre a Filattiera la Pieve di Sorano si offre come uno dei più begli esempi di romanico lunigianese, silenziosa e quasi dimenticata lungo la strada.

Proseguendo tra le colline si incontrano i castelli della famiglia Malaspina, che per secoli furono i veri signori di queste terre: quello di Terrarossa conserva intatta l'atmosfera austera del potere feudale, mentre quello di Fosdinovo domina la valle da una posizione che lascia intravedere, nelle giornate più limpide, il profilo del mare in lontananza. Chi ama spingersi ancora più indietro nel tempo si troverà a Pontremoli, dove nel Castello del Piagnaro sono custodite le celebri statue stele, pietre incise che raccontano la presenza dei Liguri Apuani in queste valli ben prima dell'arrivo dei Romani. Ed è proprio attraversando questa parte di Lunigiana che passa un tratto della Via Francigena, l'antico cammino dei pellegrini medievali diretti a Roma, oggi ripercorribile a piedi o in bicicletta tra pievi romaniche, borghi in pietra e un silenzio che sembra conservare ancora il passo lento di chi lo attraversava mille anni fa.

Il territorio si presta con altrettanta naturalezza a un'esplorazione più naturale. Salendo verso il Passo del Lagastrello e il vicino Parco dei Cento Laghi, già in territorio emiliano, i panorami si aprono su quote più alte, tra sentieri immersi nel verde e un'aria che si fa via via più rarefatta. Ma la costa non è lontana. In meno di un'ora d'auto si scende fino al Golfo dei Poeti, con Lerici e Portovenere, oppure alle Cinque Terre, patrimonio UNESCO, che raccontano altre storie solo apparentemente lontane.

Chi invece preferisce restare più vicino può dedicare un pomeriggio a Licciana Nardi, il paese che diede i natali ai fratelli Biagio e Anacarsi Nardi, eroi del Risorgimento italiano a cui è dedicata una casa-museo visitabile proprio ad Apella.

Montagna Verde si trova in Via per Apella 1, ad Apella di Licciana Nardi (MS), nel cuore della Lunigiana, all'interno del Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano.