SEArculART per l’economia circolare dell’acqua e la rigenerazione dell’arte

di Marlene Scalise ed Edoardo Marcenaro

03/08/2026

SEArculART per l’economia circolare dell’acqua e la rigenerazione dell’arte

Che cos’è l’ACQUA?

Al di là di una qualsiasi definizione scientifica, una prima risposta si trova in “This is water“, la trascrizione del discorso ai neolaureati del Kenyon College del 21 maggio 2005, scritto e pronunciato da David Foster Wallace, che così inizia:
“(…) Ci sono due giovani pesci che nuotano, e incontrano un pesce più anziano che nuota dall’altra parte, che annuisce e dice: “Buongiorno, ragazzi, com’è l’acqua?” E i due giovani pesci nuotano ancora per un po’, poi alla fine uno di loro guarda l’altro e dice: “Che diavolo è l’acqua?”

David Foster Wallace continua spiegando: “Non sono il vecchio saggio pesce. Il senso della storia dei pesci è semplicemente che le realtà più ovvie e importanti sono spesso quelle più difficili da vedere e di cui parlare. Detto così e solo una frase del tutto banale, ma il fatto è che nelle trincee quotidiane dell’esistenza adulta, le frasi più banali possono avere un’importanza di vita o di morte, o almeno così vorrei dimostrarvi questa mattina (…).

E la conclusione del suo discorso è: “La verità con la V maiuscola riguarda la vita prima della morte. Si tratta di arrivare a 30 anni, o forse 50, senza volersi sparare un colpo in testa. Si tratta di semplice consapevolezza — consapevolezza di ciò che è così reale ed essenziale, così nascosto in bella vista tutt’intorno a noi, che dobbiamo continuare a ricordarci, più e più volte: Questa è l’acqua, questa è l’acqua. È incredibilmente difficile farlo, restare coscienti e vivi, giorno dopo giorno”.

SEArculART per l’economia circolare dell’acqua e la rigenerazione dell’arte

Dall’ACQUA al MARE, in particolare il Mar Mediterraneo e il movimento artistico “Love Difference per una politica intermediterranea” di Michelangelo Pistoletto, fondato a Biella nella primavera del 2002 nell’Ufficio Politico di Cittadellarte -Fondazione Pistoletto.

L’obiettivo è riunire, nelle regioni che si affacciano sul Mar Mediterraneo, persone e istituzioni interessate a creare nuove prospettive che vadano oltre il tragico conflitto tra culture diverse.

Perché un movimento artistico per una politica intermediterranea?

Michelangelo spiega nel Manifesto di Love Difference che “il corso della politica mondiale non può essere lasciato esclusivamente alla logica della speculazione economica. La politica e l’economia devono essere ispirate da un nuovo modo di pensare. Lo spazio formativo per questo pensiero è il laboratorio creativo dell’arte socialmente impegnata. Love Difference è un movimento di idee che nasce da questo laboratorio (…). L’arte, la principale espressione della creatività, sta assumendo la responsabilità sociale e diventando una bussola per una futura nuova civiltà planetaria.

Perché proprio nel Mar Mediterraneo?

Il Mediterraneo è il luogo di nascita di differenze derivanti da molte culture, tutte espressioni diverse di radici comuni, laddove molte istituzioni sono attualmente attive, ciascuna con il proprio programma. Tuttavia, è necessaria una strategia complessiva efficace per produrre un’inversione significativa della situazione attuale nell’area. Love Difference mira ad attivare un movimento di pensiero e azione che conduca, attraverso un coinvolgimento creativo, alla formazione di una rete di connessioni con e tra i diversi Paesi dell’area mediterranea.

SEArculART per l’economia circolare dell’acqua e la rigenerazione dell’arte

Dalla proposta di creare una “rete di connessioni”, nasce SEArculART, tema del prossimo Festival RiscArti che si terrà a Roma nell’ambito dei TEVEREDAY presso il floating hub dell’associazione Marevivo, dedicato alle varie prospettive del “SEA” (e in particolare del Mar Mediterraneo) nel periodo attuale, in cui i valori obiettivi E.S.G. – Ambientali, Sociali e di Governance – promossi dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite sembrano essersi spostati verso Energia,  Sicurezza e Geopolitica (e relativi interessi geoeconomici), dando luogo a una serie di guerre, anche economiche, in una situazione globale di instabilità, aggravata dalla assenza di istituzioni (e diritto) internazionali che recuperino un normale svolgimento delle nostre vite.

Non sarebbe forse il caso di rifocalizzare la nostra attenzione sugli esseri umani, sull’ambiente, sulla natura e sulla cultura? Cerchiamo di farlo partendo dall’ACQUA e dal mare – SEA, passando per l’arte, la biologia, la botanica, fino alla dimensione sociale e naturale di tutti noi.

È fondamentale creare una vera e propria cultura dell’acqua e prendere in considerazione il tema dell’efficienza idrica alla medesima stregua dell’efficienza energetica, partendo dagli Obiettivi delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile numero 6, rubricato “Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie” e numero 14, relativo alla vita sott’acqua e alla tutela degli oceani e delle risorse marine). La implementazione della Agenda 2030 è risaputamente in ritardo, considerando che mancano solo quattro anni al 2030, e l’unico modo per cercare di recuperare consiste nel creare una maggiore collaborazione tra Stati che, ove necessario, rinuncino anche solo parzialmente, alla loro sovranità in materia ambientale per definire policy e regolamenti trasversali, con il coinvolgimento e supporto del mondo accademico per tutto quanto concerne i temi di ricerca e sviluppo nonché formazione, e delle imprese che dovrebbero continuare a investire in innovazione e digitalizzazione, il tutto con il “giusto” utilizzo degli strumenti dell’intelligenza artificiale.

La novità di maggior rilievo a livello internazionale è l’entrata in vigore del Trattato sull’Alto Mare del 17 gennaio 2026, che auspicabilmente inaugura una nuova era di cooperazione tra gli ottanta Paesi aderenti in materia oceanica, con l’obiettivo principale di arrivare a proteggere almeno il 30% degli oceani entro il 2030 (essendo allo stato attuale tutelato solo l’1%). Si ricorda che l’alto mare ha avuto un ruolo fondamentale negli ultimi anni per l’assorbimento del 90% del calore in eccesso generato dalle emissioni del gas serra, nonché del 25% delle emissioni di anidride carbonica; è ovvio che in mancanza di tutela entrambe le capacità di assorbimento sono destinate a ridursi in tempi brevi.

Biodiversità, sicurezza alimentare, economia globale e stabilità climatica sono i principali obiettivi del Trattato, con disposizioni in materia di cooperazione scientifica, maggiore trasparenza, rafforzamento dei requisiti per ottenere la Valutazione di Impatto Ambientale in relazione alle attività marine (e.g. pesca, trasporto, posa cavi, estrazione risorse), con una più equa ripartizione dei benefici derivanti dalle risorse marine.

E in Italia? Il Trattato al momento non è stato ancora ratificato, nonostante i ripetuti solleciti di associazioni per l’ambiente e attivisti.

È fondamentale, come già detto, creare una cooperazione tra pubblico e privato, con ripartizione dei relativi rischi e responsabilità, ma soprattutto compiti per definire una vera e propria governance idrica (al momento quanto mai frammentaria), e diffondere la cultura del riuso e del riciclo anche al di fuori del circuito delle grandi multinazionali.

E a questo intende contribuire il progetto SEArculART, cercando di creare una cultura di economia circolare del mare a partire dall’arte, e in particolare RIscARTI, una piattaforma culturale dedicata al rapporto tra arte, sostenibilità ambientale, economia circolare e partecipazione pubblica. RIscARTI crea opere d’arte con materiali scartati, dando nuova dignità e funzione allo spreco, nobilitando ciò che apparentemente è esaurito. Attraverso l’arte e la pratica manuale, materiali e persone trovano un posto, un ruolo, pieno di narrazione e significato. Oltre alla regola delle quattro R della circolarità virtuosa e sostenibile, esiste la R di Riscarti, che in ogni senso è la quinta R.

RIscARTI XIII – SEArculART from waste to waves

www.riscarti.com

Marlene Scalise: direttrice artistica del festival RIscARTI con esperienza e formazione in valorizzazione dei beni culturali e management culturale

Edoardo Marcenaro: ex giurista d’impresa, oggi of counsel di diritto internazionale, racconta di arte e sostenibilità nella rubrica di InsideArt “artecipazione”