La diffusione delle sigarette elettroniche apre una questione che va oltre il consumo e la salute aprendosi anche a che cosa accade quando dispositivi, capsule e prodotti monouso arrivano a fine vita. L’indagine Ipsos Doxa sui dati 2025 stima in circa 3,5 milioni le persone tra i 16 e gli 85 anni che hanno utilizzato almeno una e-cig nei dodici mesi precedenti. La cifra corrisponde al 27,1% dell’insieme definito dalla ricerca come “fumatori, vapers e pouchers”, pari complessivamente a circa 13 milioni di individui. In questa categoria rientrano le persone che nell’arco dell’anno hanno consumato almeno uno dei prodotti considerati, anche occasionalmente.
La rilevazione è stata realizzata attraverso 7.000 interviste autocompilate online: 2.000 rivolte a un campione rappresentativo della popolazione italiana, 3.800 di sovracampionamento tra persone che avevano fumato, inalato o svapato almeno un prodotto nei dodici mesi precedenti e 1.200 tra chi aveva utilizzato una sigaretta elettronica o uno stick da inalazione.
Il quadro relativo al fine vita varia a seconda del prodotto. Per le sigarette elettroniche ricaricabili con capsule o liquidi, il 28% degli utilizzatori dichiara di conferirle insieme agli altri dispositivi elettronici e il 29% di consegnarle in un negozio dotato di punto di raccolta. Ipsos Doxa riporta per queste due modalità un valore complessivo del 57%, rispetto al 45% del 2024. Accanto a questo dato, il 28% dichiara di utilizzare il bidone dell’indifferenziato, il 13% quello della plastica e il 2% altre modalità.
Per i dispositivi destinati agli stick da inalazione, il conferimento insieme ai RAEE riguarda il 30% degli intervistati e la consegna presso un punto di raccolta il 24%. Il dato complessivo indicato dalla ricerca è quindi del 54%, contro il 40% del 2024. Il 41% dichiara invece di gettare il dispositivo nell’indifferenziato e il 5% nella plastica. Nel caso delle sigarette elettroniche monouso, il 28% indica il circuito dei rifiuti elettronici e il 24% un negozio con punto di raccolta. Il valore complessivo è pari al 52%, rispetto al 51% dell’anno precedente. Le altre risposte riguardano l’indifferenziato, indicato dal 37%, e la plastica, scelta dall’11% degli intervistati.
Le capsule esaurite presentano percentuali differenti. Il 18% viene conferito insieme ai dispositivi elettronici e il 25% presso un punto di raccolta, per un dato complessivo del 43%, contro il 35% del 2024. Il 40% degli utilizzatori dichiara di gettarle nell’indifferenziato, il 16% nella plastica e l’1% attraverso altre modalità. La variazione rispetto al 2024 è indicata come significativa nella presentazione della ricerca.
Per comprendere quale sia il percorso corretto occorre partire dalla natura del prodotto. Il Centro di Coordinamento RAEE inserisce espressamente le sigarette elettroniche nel raggruppamento R4, insieme a piccoli elettrodomestici, prodotti informatici ed elettronica di consumo. Il dispositivo elettronico esausto non deve quindi essere gettato nell’indifferenziato o nel contenitore della plastica, ma deve entrare nella raccolta separata dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche.
La consegna può avvenire gratuitamente presso i centri di raccolta comunali. Il sistema prevede inoltre il ritiro “uno contro uno” da parte dei rivenditori al momento dell’acquisto di una nuova apparecchiatura equivalente. Per i piccoli RAEE con dimensioni inferiori a 25 centimetri è prevista anche la modalità “uno contro zero”, che consente il ritiro gratuito senza obbligo di acquistare un nuovo prodotto, secondo le condizioni previste dal sistema. Dai luoghi di conferimento, i sistemi collettivi ritirano i rifiuti e li avviano a impianti di trattamento qualificati, dove i materiali vengono recuperati e valorizzati nel rispetto degli standard di qualità e sicurezza. Le sigarette elettroniche confluiscono così in una filiera nazionale molto più ampia. Nel 2025 in Italia sono state raccolte e avviate al trattamento 366.891 tonnellate di RAEE domestici, il 2,4% in più rispetto al 2024, con una raccolta media di 6,22 chilogrammi per abitante.