Suolo: ogni mezz'ora ne perdiamo 500 ettari

di Redazione

08/10/2022

Suolo: ogni mezz'ora ne perdiamo 500 ettari

Il Congresso nazionale della Società Italiana della Scienza del Suolo, da poco concluso, è stata l'occasione per fare il punto su una risorsa dal valore inestimabile in un contesto fortemente influenzato dai cambiamenti climatici. Oltre il 95% della produzione di cibo e, quindi la vita dell'uomo, dipende infatti dal suolo che, nei suoi primi 5 cm, ospita il 90% della biodiversità del Pianeta. 75 miliardi di tonnellate di suolo coltivabile in meno ogni anno, a livello mondiale, costano circa 400 miliardi di dollari di produzione agricola persa.

Il convegno è stata l'occasione, ha spiegato Carlo Gaudio, Presidente del CREA: “per condividere e sviluppare le conoscenze su una materia dalle molteplici ricadute sulla vita del pianeta e sull'intera umanità. Senza suolo, infatti, non ci sarebbero né cibo né molte materie prime, non si avrebbe la depurazione dell'acqua e dell'aria, non avremmo molti di quelli che chiamiamo i servizi ecosistemici, indispensabili per la vita sulla Terra”. 

Oltre il 95% della produzione di cibo e, quindi la vita dell'uomo, dipende dal suolo che, nei suoi primi 5 cm, ospita il 90% della biodiversità del Pianeta in termini di organismi viventi, che sono in grado di regolare i nutrienti indispensabili per le colture. È un bacino di carbonio globale, riduce le emissioni di anidride carbonica e di altri gas a effetto serra, contribuendo ad aumentare così la resilienza ai cambiamenti climatici, oltre a purificare e regolare le acque (decine di migliaia di km3 di acqua l'anno). Si tratta di una risorsa preziosa e non rinnovabile, visto che per formare un solo cm di suolo fertile ci vogliono dai 100 ai 1.000 anni. 

Eppure, oggi, oltre il 33% dei suoli mondiali è affetto da forti limitazioni per la produzione di alimenti e ogni mezz'ora se ne perdono 500 ha, con ricadute significative anche a livello economico, oltre che ambientale: 75 miliardi di tonnellate di suolo coltivabile in meno ogni anno, a livello mondiale, costano circa 400 miliardi di dollari di produzione agricola persa. 

“Molti dei problemi economici e sociali a cui assistiamo a livello nazionale e globale dipendono dal suolo - osserva Giuseppe Corti, direttore del CREA Agricoltura e Ambiente e Presidente eletto SISS - In Italia i suoli in 50-70 anni hanno perso a causa dell'erosione decine di centimetri di spessore e, di conseguenza, il 35% (dato nazionale) della loro capacità di ritenere acqua. Parallelamente, la riduzione di sostanza organica del suolo si andava trasformando in anidride carbonica. Tradotto, le più frequenti alluvioni che registriamo negli ultimi due decenni, oltre che a cattiva gestione del territorio e degli alvei, sono dovute alla ridotta capacità del suolo di contenere acqua”.