La sostenibilità, per Susanna Martucci, non è un concetto da studiare né un’etichetta da applicare: è il modo in cui si costruisce il futuro. È negli sguardi che si fermano dove altri passano oltre, nei gesti che vedono valore dove il mondo vede solo rifiuto. È in quell’istante che nasce Alisea, nel 1994 a Bologna, molto prima che la parola “economia circolare” entrasse nei documenti ufficiali o nei piani industriali. “Abbiamo visto e trovato una risorsa lì dove la maggioranza delle aziende vedeva solo rifiuti e residui”, ricorda Martucci. Ed è da quell’intuizione che prende forma un’impresa che trasforma scarti in storie, materiali in oggetti, rifiuti in bellezza.
Alisea non è solo un’azienda: è un laboratorio di visioni. Ogni oggetto che esce dai suoi processi porta con sé una filosofia: lo scarto non è fine, ma inizio. “Trasformiamo gli scarti in prodotti innovativi, ispirando comportamenti positivi attraverso il design”, recita il manifesto. Ogni pezzo racconta un mondo possibile, dove la materia dimenticata dall’industria torna a vivere. Fin dall’inizio, Martucci ha scelto una strada controcorrente: legno, plastica, grafite, alluminio — materiali di scarto diventano strumenti di bellezza e funzionalità. «La sostenibilità non è una rinuncia, è un progetto», dice. Non un’etica moralistica, non un vezzo estetico: qualità, funzione, design, e la responsabilità verso chi abita il mondo.
Alisea cresce, diventa Società Benefit, costruisce ponti tra aziende, istituzioni e università. Dimostra che l’economia circolare non è un costo, ma un’opportunità: «Il rifiuto è un errore di progettazione. Se lo ripensiamo a monte, smette di esistere».
Da questa visione nasce Perpetua, la matita che ha trasformato un’idea in simbolo. Realizzata con polvere di grafite riciclata, senza legno, colle o vernici, non si tempera, non si spezza facilmente e non sporca le mani. Scrive a lungo, moltissimo più di una matita tradizionale. Ma soprattutto racconta una possibilità: ripensare gli oggetti quotidiani come strumenti di cambiamento. “È l’emblema dell’economia circolare. Se devo pensare a come dovrà essere un prodotto del futuro, io vedo lei”, afferma Martucci.
Perpetua è “eterna” nel nome e nella sostanza, richiamo alla Perpetua manzoniana, simbolo di durata e memoria. Ha ricevuto la Menzione d’Onore al Compasso d’Oro ADI ed è presente nei musei internazionali come il MoMA di New York e il Guggenheim di Bilbao, dove trasforma un gesto quotidiano — scrivere — in atto di consapevolezza. Ma il suo valore va oltre i premi: entra nelle scuole, negli uffici, nei luoghi in cui la formazione incontra la vita quotidiana, e parla senza parole.