#SustainabilityInLaw / Tassonomia: cos’è, a chi serve e a cosa?

di Elisa Geraci

08/12/2023

#SustainabilityInLaw / Tassonomia: cos’è, a chi serve e a cosa?

La Tassonomia è anzitutto una nomenclatura scientifica. Cosa significa?
È un sistema di classificazione, basato su dati scientifici.
E poi?
Poi è uno strumento di orientamento degli investimenti e delle attività di business che contribuiscono attivamente al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità. È una bussola che orienta sia chi fa investimenti sia chi fa impresa e lo fa avvalendosi di parametri scientifici.
Ed è anche una disciplina che impone trasparenza sui dati della sostenibilità per combattere il washing.
C’è una Tassonomia ambientale, già efficace dal luglio 2020, e una sociale, in bozza.
Mappa tutte le attività economiche? No.
La Tassonomia non pone nessun obbligo generale di preferenza per le attività green o di esclusione delle attività economiche “non classificate”.
Non obbliga né investitori né imprenditori a rispettare i requisiti tassonomici. Le aziende e gli investitori sono liberi di continuare a fare business e investire in attività economiche non incluse né allineate alla Tassonomia, a patto di dichiarare questa informazione.
La Tassonomia è un elenco “aperto”, in continuo aggiornamento e compilazione: le attività che sono escluse oggi saranno classificate domani; i requisiti elencati oggi a carico di un’attività economica, domani, saranno più stringenti o rettificati.

Il punto di partenza sono i dati scientifici.
Là dove ce ne sono, e sono concordi, univoci, e indicano uno stato dell’arte affidabile rispetto alla sostenibilità di un’attività economica, allora, troviamo mappati, nella Tassonomia, sia l’attività sia i suoi requisiti. Là dove questi dati ancora mancano, essenzialmente per l’opacità dei dati di quello specifico business, la Tassonomia non tiene semplicemente conto di quel business.
A oggi, di fatto, sono molte le attività economiche che mancano all’appello: tutte le attività di business legate al lusso, alla moda, ma anche alla ristorazione e al food in generale.
Non è un caso: sono segmenti di mercato costruiti su filiere di produzione opache. A conferma della scarsa trasparenza di questi mercati, la futura disciplina sulla corporate social due diligence (CSDD) li classifica come “settori ad alto impatto”. La Tassonomia non trascurerà per sempre questi settori economici. Nei prossimi anni, il lavoro sinergico dei nuovi obblighi introdotti dalla disciplina sulla rendicontazione di sostenibilità e sulla due diligence di filiera (CSDD) renderà possibile acquisire dati e stabilire performance ambientali anche per questi settori di business.

La Tassonomia è uno strumento di trasparenza che non mira a imporre dall’alto requisiti vincolanti di sostenibilità. La Tassonomia è uno strumento scientifico, non politico, anche se è stata adottata con atti aventi forza di legge (4 regolamenti europei).
Il fine ultimo è quello di indirizzare le attività economiche a transitare verso modelli ecosostenibili, ma questo risultato – con la Tassonomia – non viene perseguito con l’imposizione di obblighi cogenti “dall’alto”. La Tassonomia cerca di arrivare all’obiettivo indirettamente, con l’aumento della trasparenza del mercato e incoraggiando scelte del mercato migliori, sulla base delle informazioni disponibili, per investitori e imprenditori.
La Tassonomia fornisce indicazioni scientifiche incontrovertibili su quali attività economiche possano essere considerate sostenibili dal punto di vista ambientale (e, un giorno, quando la bozza sarà terminata, anche da un punto di vista sociale).
I requisiti della Tassonomia sono riferimenti univoci per aziende, investitori e policy maker.
L’elenco delle attività e dei relativi requisiti è “open”: basta andare sul sito del TaxonomyCompass (https://ec.europa.eu/sustainable-finance-taxonomy/taxonomy-compass/the-compass) e espandere i rami dell’elenco, per trovare lista e descrizione chiara di ciascuno.

In Tassonomia ci troviamo solo quelle attività economiche che, se rispettano i requisiti, possono dichiarare di contribuire al raggiungimento degli obiettivi della sostenibilità.
Le attività economiche che non sono in elenco, non contribuiscono in alcun modo effettivo.
La Tassonomia è, per questo, uno strumento di trasparenza, un baluardo di contrasto al greenwashing.
Ma è anche uno strumento di orientamento per indicare la via verso la sostenibilità, perché aziende, investitori e decisori politici possano “fare” la sostenibilità e comunicarla.
Perché è importante comunicare ciò che si fa, a condizione che lo si faccia nel modo corretto, per dare conto di quanto si fa, certamente, ma anche per incoraggiare il miglioramento di chi vuole incamminarsi sulla stessa strada e può seguire un esempio.
Abbiamo un grande bisogno di esempi d’impresa virtuosi da seguire, perché la sostenibilità sia agita, e non solo subita in termini di nuovi obblighi, e sia comunicata a tanti.
E la Tassonomia è esattamente lo strumento, la bussola, che aiuta a orientarci in questo percorso.