La prossima edizione di The Ocean Race, la più dura regata oceanica in equipaggio che salperà da Alicante, in Spagna, il prossimo 15 gennaio, sarà caratterizzata dal programma scientifico più ambizioso e completo mai creato da un evento sportivo.
"Ogni imbarcazione che parteciperà all'impegnativo giro del mondo, della durata di sei mesi, avrà a bordo apparecchiature specifiche per misurare una serie di variabili lungo i 60.000 km del percorso, che saranno analizzate da scienziati di otto importanti organizzazioni di ricerca per approfondire le conoscenze sullo stato degli oceani”. Lo riassume l'organizzazione della regata in una nota. “Navigando attraverso alcune delle zone più remote del pianeta, raramente raggiunte da navi di ricerca scientifica, i team avranno l'opportunità unica di raccogliere dati vitali nelle zone in cui mancano informazioni su due delle maggiori minacce alla salute dei mari: l'impatto del cambiamento climatico e l'inquinamento da plastica”.
Lanciato durante l'edizione 2017-18 della regata in collaborazione con 11th Hour Racing, Premier Partner di The Ocean Race e Founding Partner del programma di sostenibilità Racing with Purpose, l'innovativo programma scientifico acquisirà più tipologie di dati nella prossima regata, tra cui per la prima volta i livelli di ossigeno e di oligoelementi nell'acqua.
In questa edizione, inoltre, i dati saranno trasmessi ai partner scientifici più velocemente, via satellite, raggiungendo in tempo reale le organizzazioni che comprendono l'Organizzazione Meteorologica Mondiale, il Centro Nazionale di Oceanografia, la Max Planck Society, il Centre National de la Recherche Scientifique e la National Oceanic and Atmospheric Administration. In totale, durante The Ocean Race 2022-23 verranno raccolti 15 tipi di dati ambientali, tra cui gli indicatori del cambiamento climatico: due imbarcazioni, 11th Hour Racing Team e Team Malizia, porteranno con sé un OceanPack, che preleva campioni d'acqua per misurare i livelli di anidride carbonica, ossigeno, salinità e temperatura, fornendo indicazioni sull'impatto dei cambiamenti climatici sull'oceano.
Per la prima volta saranno rilevati anche oligoelementi, tra cui ferro, zinco, rame e manganese. Questi elementi sono fondamentali per la crescita del plancton, un organismo essenziale in quanto è la prima componente della catena alimentare e il maggior produttore di ossigeno dell'oceano. Inquinamento da plastica: Guyot environnement - Team Europe e Holcim - Prb preleveranno a intervalli regolari campioni d'acqua durante tutta la regata per verificare la presenza di microplastiche. Come nella precedente edizione della regata, la quantità di microplastiche sarà misurata lungo tutto il percorso e, per la prima volta, i campioni saranno anche analizzati per determinare da quale prodotto di plastica provengano i frammenti (ad esempio, una bottiglia o una busta).
Dati meteorologici: L'intera flotta utilizzerà i sensori di bordo per misurare la velocità del vento, la direzione del vento e la temperatura dell'aria. Alcuni team metteranno inoltre a disposizione boe drifter nell'Oceano Meridionale per acquisire misurazioni su base continuativa, insieme ai dati sulla posizione, che contribuiscono a comprendere meglio il modo in cui le correnti e il clima stanno cambiando. I dati meteorologici contribuiranno a migliorare le previsioni e sono particolarmente preziosi per prevedere gli eventi meteorologici estremi, oltre a rivelare le tendenze climatiche a lungo termine.
Biodiversità in oceano: Biotherm Racing collaborerà con la Tara Ocean Foundation per testare un progetto di ricerca sperimentale per studiare la biodiversità oceanica durante la regata. Un microscopio automatico a bordo registrerà immagini del fitoplancton marino sulla superficie dell'oceano, che saranno analizzate per fornire informazioni sulla diversità del fitoplancton in oceano, oltre che sulla biodiversità, sulle reti alimentari e sul ciclo della CO2. Tutti i dati raccolti sono open-source e condivisi con i partner scientifici di The Ocean Race - organizzazioni di tutto il mondo che esaminano l'impatto dell'attività umana sugli oceani - e contribuiscono alla stesura di rapporti, tra cui quelli del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC) e di database come l'Atlante dell'anidride carbonica dell'oceano di superficie, che fornisce dati per il Bilancio Globale del Carbonio, una valutazione annuale dell'anidride carbonica che fornisce informazioni sugli obiettivi e le previsioni per la riduzione del carbonio.