Togli 650 Tour Eiffel di acciaio dalla discarica e usale per generare una “buona”, solare e sostenibile energia elettrica

di Redazione

24/10/2019

Rifiuti trasformati in “motori” capaci di generare energia solare. La questione non è semplice ma il risultato sembra straordinario. Si possono riutilizzare gli scarti dell’industria siderurgica per lo stoccaggio di energia termica negli impianti solari termodinamici? Da oggi si può e quindi si deve fare. È la nuova frontiera della ricerca ENEA in materia di economia circolare realizzata nell’ambito del progetto europeo Reslag che punta a una produzione di acciaio “near-zero-waste” (finanziato dal programma Ue Horizon 2020 con circa 9 milioni di euro, ha coinvolto 19 partner di 8 paesi).

Solo in Europa vengono prodotte ogni anno circa 20 milioni di tonnellate di scorie di acciaio: la maggior parte (75%) trova impiego in edilizia e nella cantieristica stradale, mentre il restante 25% (oltre 5 milioni di tonnellate, l’equivalente in peso di 650 Tour Eiffel) rimane stoccato negli impianti di produzione oppure smaltito in discarica. Inutile sottolineare l’evidente impatto sull’ambiente.

Se questo è il quadro, ecco la soluzione. “Per realizzare questo progetto abbiamo sostituito una parte dei sali fusi, utilizzati dall’impianto solare a concentrazione per accumulare energia termica ad alta temperatura (fino a 550 ºC), con scarti d’altoforno opportunamente riprocessati”, spiega Luca Turchetti, ricercatore della Divisione Solare Termico, Termodinamico e Smart Network di ENEA.

In questo modo è possibile ridurre i costi associati alla tecnologia del solare a concentrazione e ottenere un sistema di produzione di energia elettrica sempre più sostenibile, riciclando allo stesso tempo un rifiuto industriale altrimenti destinato al deposito in fabbrica o alla discarica.

Per Walter Gaggioli, responsabile del laboratorio ingegneria delle Tecnologie solari e coordinatore ENEA del progetto Reslag si tratta di un passo importante verso l'economia circolare e un ennesimo traguardo per il made in Italy della ricerca sostenibile: “Dopo il successo della realizzazione di questa infrastruttura sperimentale, il nostro impianto solare termodinamico con il nuovo sistema di accumulo termico a base di sali fusi e materiali di scarto è stato incluso nelle facility aperte ai gruppi di ricerca europei del nuovo progetto Sfera III sul solare termico a concentrazione”. Nell'ambito del programma Reslag anche altri tre progetti che riguardano il recupero di calore nell'industria siderurgica, la produzione di materiali ceramici refrattari e l'estrazione di metalli ad alto valore aggiunto.
 
Sigla.com - Internet Partner
Condividi linkedin share facebook share twitter share