Torino-Lione: il cantiere che trasforma la roccia del tunnel in risorsa per l'opera

di Giulia Mochi

27/10/2025

Torino-Lione: il cantiere che trasforma la roccia del tunnel in risorsa per l'opera
TELT e il raggruppamento di imprese GEME Lyon-Turin hanno inaugurato a Illaz il primo impianto di trattamento dei materiali di scavo estratti durante i lavori del tunnel di base della Torino-Lione. Un esempio importante di innovazione circolare e di riduzione dell’impatto in materia di costruzioni di infrastrutture strategiche. Erano presenti tra gli altri Martine Berthet, Senatrice della Savoia, Josiane Beaud, Presidente della delegazione francese della CIG (Commissione intergovernativa Torino-Lione), le istituzioni locali, Maurizio Bufalini, Direttore generale di TELT.

TELT è il promotore pubblico binazionale incaricato della realizzazione e poi della gestione della sezione transfrontaliera del collegamento ferroviario merci e passeggeri Torino-Lione. La Società è partecipata al 50% dallo Stato italiano, attraverso Ferrovie dello Stato Italiane (FS), e al 50% dallo Stato francese. Il raggruppamento di imprese GEME LT (Gestion et Emploi des Matériaux d’Excavation Lyon-Turin) è composto da: Eurovia Alpes Agence de Savoie (mandataria), Carrières du Bassin Rhônalpin, SATM, Granulats Vicat, Terélian Agence Mancuso, GIE GMM 73, SPIE Batignolles Valérian e SPIE Batignolles Malet. 

TELT ha scelto di organizzare in due cantieri operativi, uno in Francia e uno in Italia, la gestione dei materiali di scavo estratti durante la costruzione del tunnel di base del Moncenisio. Lavorando in sinergia, i due cantieri consentono una gestione trasversale e quindi più efficiente dei materiali, massimizzando l'obiettivo di attuare l'economia circolare della Torino-Lione. 

I cantieri operativi, dedicati alla gestione e al recupero di tutte le rocce provenienti dallo scavo della galleria, rappresentano un approccio innovativo alla realizzazione di grandi infrastrutture di trasporto, conciliando economia circolare, riduzione dell'inquinamento e protezione dell'ambiente. L’impianto di Illaz deve gestire e valorizzare i 23 milioni di tonnellate di materiali scavati sul lato francese del tunnel di base e darà lavoro a oltre 300 persone nel periodo di massima attività. 

Più della metà di questi materiali sarà utilizzata direttamente nei cantieri della linea ferroviaria Torino-Lione. Servirà, in particolare, a produrre aggregati destinati alla fabbricazione del calcestruzzo necessario per le strutture della galleria o alla costruzione dei rilevati ferroviari, nonché della piattaforma della nuova stazione di Saint-Jean-de-Maurienne e di altre opere all'aperto. Questa strategia consente di limitare il ricorso ad aggregati provenienti da cave esterne, di ridurre il deposito di materiali in eccesso e quindi l'impronta di carbonio complessiva dell’opera. I materiali di scavo non riutilizzabili vengono spostati principalmente tramite nastri trasportatori verso depositi temporanei o definitivi all'interno del progetto. Questi depositi saranno oggetto di programmi di rinaturalizzazione, inerbimento e piantumazione di alberi utilizzando un mix di terriccio, materiali di scavo e compost. L’intero processo è sottoposto a rigorosi controlli ambientali.
Torino-Lione: il cantiere che trasforma la roccia del tunnel in risorsa per l'opera
Per Maurizio Bufalini, Direttore generale di TELT: «Il nostro impegno è quello di costruire un'infrastruttura sostenibile al servizio dei territori e dell'Europa, prestando particolare attenzione alla tutela dell'ambiente durante i lavori. Per questo, fin dalla fase progettuale abbiamo chiesto alle nostre aziende di studiare i progetti più efficienti in materia di economia circolare e abbiamo deciso di privilegiare soluzioni innovative. In Maurienne grazie al sistema di nastri trasportatori evitiamo il passaggio di oltre 700.000 camion. Guardando all’intera sezione transfrontaliera questa strategia di riutilizzo vale la riduzione del 75% delle emissioni per la componente trasporto, rispetto ad un progetto tradizionale». 

Il materiale di scavo non riutilizzato verrà movimentato principalmente tramite ferrovia e contribuirà al ripristino di cave. L'impianto di trattamento dei materiali di Illaz, nel Comune di Saint-Julien-Montdenis, è un elemento chiave di questo cantiere: qui verrà smistata, trattata e trasformata una parte dei materiali estratti dai cantieri del tunnel di base.
 
I materiali vengono spostati attraverso una rete di nastri trasportatori elettrici concepita ad hoc la cui costruzione è in fase di completamento. Si tratta di un sistema di oltre cinque chilometri di nastri che collegano i diversi siti di gestione dei materiali e consente di evitare l'utilizzo di oltre 700.000 camion che sarebbero stati necessari per questo trasporto. Questo contribuisce a ridurre l'inquinamento acustico e ad abbassare drasticamente le emissioni di CO₂.  

L'impianto funziona dalle 7:00 alle 20:00 nei giorni feriali, è altamente automatizzato, con controllo remoto e monitoraggio continuo dei processi. È inoltre progettato per limitare al massimo il rumore e l'eventuale inquinamento verso l'esterno. Gli inerti così prodotti vengono poi riportati in galleria sempre sui nastri trasportatori

Il paradigma dell’economia circolare detta quindi le regole di un nuovo approccio alla costruzione di grandi opere, con risultati evidenti. Philippe Chavent, Direttore generale della divisione Reti Francia di VINCI Construction: «Il 50% dei 23 milioni di tonnellate di materiali provenienti dallo scavo del tunnel di base sarà riutilizzato direttamente nei cantieri, grazie all'impegno dei nostri team e dei nostri partner. Questo approccio di economia circolare consente di ridurre notevolmente l'impatto ambientale del progetto e incarna la nostra volontà di realizzare un cantiere esemplare al servizio di tutti». Un beneficio concreto per tutto il sistema, a partire dal territorio. Didier Petetin, Direttore generale delegato di VICAT: «Valorizzare le risorse locali è il nostro mestiere e la nostra responsabilità. Siamo orgogliosi di contribuire a questo progetto strutturale, mettendo in campo la nostra esperienza e le tecnologie più recenti per garantire la qualità dei materiali prodotti e ridurre al minimo il loro impatto ambientale. L'economia circolare, l'innovazione e il radicamento locale sono al centro del nostro impegno».