Torino rafforza le proprie politiche dedicate al riuso e all’economia circolare con l’istituzione di “Torino Green”, un nuovo mercato periodico riservato alla vendita occasionale di beni usati tra privati. L’iniziativa, approvata dalla Giunta comunale, si svolgerà ogni sabato e domenica in un’area individuata dal Comune nella zona nord-est della città. Il nuovo mercato nasce con l’obiettivo di favorire il recupero degli oggetti, prolungarne il ciclo di vita e ridurre la quantità di beni destinati a diventare rifiuti. Sugli stalli potranno essere esposti articoli usati appartenenti alla sfera personale dei partecipanti, come abbigliamento, accessori, libri, giocattoli, oggetti per la casa, attrezzature sportive, prodotti vintage e da collezione.
Non si tratterà, tuttavia, di un mercato aperto agli operatori commerciali professionali. La partecipazione sarà riservata alle persone fisiche che svolgono attività di vendita in forma occasionale, nel rispetto della normativa regionale applicabile ai mercatini dell’usato, del collezionismo e dell’oggettistica. Il nuovo mercato torinese si inserisce in un settore che ha ormai superato la dimensione di nicchia. Secondo l’Osservatorio Second Hand Economy realizzato da Ipsos Doxa per Subito, nel 2025 il 65% degli italiani ha acquistato o venduto almeno un prodotto usato: 28,2 milioni di persone, due punti percentuali in più rispetto all’anno precedente. Il valore complessivo generato dal comparto ha raggiunto 27,2 miliardi di euro, pari all’1,2% del PIL nazionale.
La crescita del second hand riguarda un insieme ampio di beni. Abbigliamento e accessori occupano il primo posto tra gli articoli maggiormente scambiati, seguiti da libri e riviste, arredamento e prodotti per la casa. Accanto alla motivazione ambientale, acquistare usato risponde soprattutto a esigenze economiche: il risparmio rappresenta la ragione principale indicata dal 62% degli acquirenti, mentre per il 42% dei venditori la possibilità di ottenere un guadagno costituisce il primo incentivo.
Il mercato è trainato in larga parte dal digitale. Nel 2025 il 71% delle persone che hanno comprato o venduto beni di seconda mano ha utilizzato i canali online, scelti soprattutto per la rapidità, la comodità e l’ampiezza dell’offerta. Le piattaforme hanno ampliato il numero dei potenziali acquirenti e reso possibile lo scambio tra utenti che si trovano anche in aree geografiche differenti.
La crescita non riguarda soltanto l’Italia. Secondo l’Agenzia europea dell’ambiente, i mercati del riuso si stanno sviluppando in Europa sia attraverso i canali tradizionali sia grazie alla rapida espansione delle piattaforme online. Il second hand è ormai particolarmente diffuso nel settore dell’abbigliamento: le stime richiamate dall’Agenzia indicano che il mercato europeo della moda usata potrebbe passare dai 15,9 miliardi di euro del 2024 a 26 miliardi entro il 2030.
In questo scenario Torino Green punta invece sulla dimensione fisica, periodica e territoriale dello scambio. Il progetto prevede un mercato attivo ogni fine settimana, con un numero indicativo compreso tra 200 e 400 posteggi, riservato a persone che vendono occasionalmente beni appartenenti alla propria sfera personale. Il limite previsto dalla normativa piemontese è di 36 partecipazioni annuali, mentre il valore del singolo prodotto non potrà superare i 150 euro.
La gestione non sarà affidata a un operatore commerciale, ma a un ente del Terzo settore, a un’associazione o a un altro soggetto senza scopo di lucro. Il Comune richiede che il progetto non si limiti all’assegnazione degli spazi, ma comprenda servizi per gli espositori, attività sociali e culturali, misure per l’accessibilità e iniziative rivolte anche a giovani, persone fragili e soggetti svantaggiati.
Il modello prevede inoltre che la sostenibilità venga integrata nell’organizzazione quotidiana del mercato. Il futuro gestore dovrà occuparsi della raccolta differenziata, della pulizia dell’area e delle modalità di recupero e riutilizzo dei beni rimasti invenduti. La procedura comunale attribuisce rilievo anche all’abbattimento delle barriere architettoniche, alla qualità dei servizi logistici e alla possibilità di prenotare gli stalli.
Torino Green si collega a una strategia urbana più ampia. Il Comune ha programmato investimenti per due milioni di euro, con conclusione prevista entro il 2027, destinati a servizi e infrastrutture per l’economia circolare. Tra le azioni indicate figurano il sostegno alle imprese del Terzo settore impegnate nel riuso e nel riciclo e la creazione di reti per lo scambio, lo smistamento e il riutilizzo di prodotti e materiali a fine vita.
Il mercato rappresenta quindi uno degli strumenti attraverso cui la città intende prolungare l’utilizzo dei beni prima che diventino rifiuti. Alla compravendita tra privati si affiancano una gestione regolamentata, servizi ambientali e una componente sociale, all’interno di uno spazio urbano dedicato in modo continuativo alla circolazione degli oggetti usati.