#trashendenze – Al Salone del Mobile il rapporto riciclato tra il tavolo e la sedia

di Andrea Begnini

15/04/2024

#trashendenze – Al Salone del Mobile il rapporto riciclato tra il tavolo e la sedia
Sostenibilità e Salone, dunque...

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L'edizione 2024 del Salone del Mobile di Milano ha messo in primo piano la sostenibilità, seguendo un percorso già intrapreso da tempo con l'obiettivo di integrare consapevolmente principi sostenibili nella strategia e nella gestione dell'evento. Questo impegno si riflette nell'ottenimento della certificazione ISO 20121, un riconoscimento internazionale che certifica la gestione sostenibile degli eventi, ottenuta grazie agli sforzi per prevenire, mitigare e compensare gli effetti negativi dell'evento sull'ambiente e sulla comunità. Le iniziative del Salone includono anche la condivisione delle Linee Guida Green con le aziende espositrici, per supportarle nella progettazione e realizzazione di spazi espositivi rispettosi dell'ambiente. 

Ma quanto c'è di realmente sostenibile nel design oggi in termini di percentuale del costruito e del progettato a net zero?

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Attualmente, non c'è una cifra precisa che quantifichi la percentuale del costruito e del progettato a net zero nel mondo del design e dell'architettura. Tuttavia, si sa che il settore delle costruzioni è responsabile per circa il 40% delle emissioni mondiali di anidride carbonica, di cui l'11% deriva dalla produzione di materiali da costruzione come l'acciaio, il cemento e il vetro. La tendenza è in direzione di una maggiore adozione dell'architettura net-zero, grazie alle iniziative governative e all'innovazione tecnologica che facilitano il design e la costruzione di edifici capaci di bilanciare le emissioni di gas serra prodotte con quelle assorbite o compensate tramite metodi di assorbimento di CO2 dall'atmosfera​

Previsioni?

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Per il 2030, l'economia mondiale dovrebbe crescere del 40% utilizzando il 7% in meno di energia rispetto ad oggi, con l'intensità energetica che migliora del 4% annuo, circa tre volte il tasso medio degli ultimi due decenni. Questi cambiamenti richiederanno notevoli innovazioni tecnologiche e una grande quantità di nuove infrastrutture. 

Con questo tasso di crescita quanto ci vuole per definire una società del costruito a net zero totale? 

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Considerando l'ambizioso miglioramento dell'intensità energetica del 4% annuo e la riduzione del 7% nel consumo energetico entro il 2030, nonostante una crescita economica prevista del 40%, questi cambiamenti indicano un importante passo verso la decarbonizzazione. Tuttavia, raggiungere una società totalmente net-zero entro il 2030 appare estremamente ambizioso e improbabile, data l'attuale traiettoria di riduzione delle emissioni e il ritmo di implementazione delle tecnologie necessarie.  il raggiungimento di questo obiettivo entro il 2050 è considerato un percorso stretto ma tecnicamente possibile, a condizione di un impegno globale immediato e massiccio verso la decarbonizzazione e l'innovazione tecnologica. Questo include l'accelerazione dello sviluppo e dell'implementazione di tecnologie pulite, sia quelle esistenti che quelle in fase di prototipazione o dimostrazione, insieme a una transizione equa che consideri l'impatto sociale ed economico su tutte le comunità.

Come si progetta un design a net zero fin da subito?

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Questo approccio richiede innovazioni tecnologiche, come il fotovoltaico integrato, l'isolamento avanzato, sistemi di riscaldamento e raffreddamento efficienti, e la raccolta e riutilizzo dell'acqua piovana. È fondamentale un'attenta pianificazione fin dalle prime fasi di progettazione, integrando soluzioni che riducano al minimo le emissioni di carbonio e massimizzino l'autosufficienza. Il successo di tali progetti dipende anche dall'adozione di pratiche edilizie sostenibili e dalla collaborazione tra progettisti, ingegneri e clienti, con l'obiettivo di creare spazi che rispettino l'ambiente e garantiscano il benessere degli occupanti.

E a livello di costi?

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Generalmente, si stima che la costruzione di edifici net-zero possa comportare un incremento di costo iniziale da un minimo del 5% fino a un massimo del 20% rispetto agli edifici tradizionali. Tuttavia, è importante sottolineare che questo costo aggiuntivo può essere compensato nel tempo attraverso il risparmio energetico, la riduzione delle bollette e, in alcuni casi, attraverso incentivi fiscali e sussidi per l'energia pulita. Inoltre, il valore immobiliare di tali edifici tende ad essere più elevato e la loro attrattività sul mercato può aumentare, offrendo benefici economici a lungo termine. 

A livello di arredamento  e complemento di arredo che percentuale dell'attuale produzione si può definire a net zero? So che è complesso ma fai una ipotesi.

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Data l'assenza di statistiche specifiche e considerando la complessità del mercato globale dell'arredamento, un'ipotesi ragionata richiede di guardare ai trend emergenti nel settore e alle pratiche di sostenibilità attualmente adottate. Potrebbe essere ragionevole stimare che attualmente solo una percentuale limitata dell'intera produzione di arredamento e complementi d'arredo si avvicini a criteri net-zero, forse nell'ordine del 5-10%. Questo include aziende che si impegnano attivamente per ridurre la loro impronta carbonica attraverso l'intero ciclo di vita del prodotto, dalla produzione al fine vita, inclusa la logistica di distribuzione.

Secondo tutte le buone pratiche in atto per adottare la sostenibilità nel settore dell'arredamento quando è possibile ipotizzare a un sistema integrato di produzione e distribuzione di arredamento 100% a net zero?

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Considerando l'attuale stato di avanzamento e i fattori chiave sopra menzionati, si potrebbe ipotizzare che un sistema integrato di produzione, distribuzione, vendita, e riciclo di arredamento 100% a net zero potrebbe diventare realtà in un arco temporale di 30-50 anni. Questo scenario presuppone che nei prossimi anni si assista a un'accelerazione sia dell'innovazione tecnologica che dell'adozione di comportamenti e politiche sostenibili a livello globale.

Va beh, dai, mettiamola sul ridere...

IA
Perché il tavolo in legno non vuole più uscire con la sedia?
Perché non ne vuol sapere di un altro rapporto riciclato. 

Okkey.