La gestione rigenerativa delle destinazioni prevede spesso assemblee di cittadini, consultazioni pubbliche e partenariati multisettoriali. Il percorso di ridare voce ai residenti e promuovere la partecipazione diretta alla costruzione dei modelli turistici è una strada obbligata per creare fiducia e garantire la condivisione di benefici e di responsabilità economiche.
Attingendo alle migliori pratiche raccolte in tutta l'UE, le destinazioni stanno dimostrando come gli approcci rigenerativi funzionino sul campo. Si pensi in particolare alla "
economia della ciambella" di Amsterdam: un benchmark di sviluppo sostenibile che ricorda proprio la forma di una ciambella, incastrata tra due anelli. Quello interno stabilisce il minimo necessario per condurre una buona esistenza e si basa sui 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell'ONU (cibo e acqua pulita, qualità degli alloggi e dei servizi igienico-sanitari, istruzione, uguaglianza di genere, reddito e livello di partecipazione). Chi non raggiunge tali standard minimi, vive all'interno del buco: ha meno di ciò di cui ha bisogno, soffrendone sul piano individuale. L'anello esterno rappresenta invece l’obiettivo ecologico: i confini individuali per non danneggiare il clima, il suolo, gli oceani, la biodiversità. Chi li supera, vive al di fuori del bordo esterno, utilizzando molte più risorse di quanto sia necessario, trasportando la sofferenza su un piano collettivo. Obiettivo della "ciambella" di Amsterdam, nella sua visione applicativa, è innescare una serie di iniziative per portare tutti gli abitanti a vivere tra i due anelli.
Questo modello ha il sapore di un'utopia new global, che la città olandese vuole provare ad applicare nella realtà. Per questo la città di Amsterdam ha creato la strategia
Amsterdam Circular 2020-25, un piano che guarda al futuro con obiettivi specifici: il grande sogno di creare una città a impatto zero e tutelare l'ambiente si tradurrà nell'impegno di
ridurre del 50% l'uso di materie prime entro il 2030 e rendere l'economia urbana totalmente circolare entro il 2050.
Altri esempi virtuosi si trovano nella città spagnola di
Benidorm (Pioniere verde europeo dello Smart Tourism 2025), che ha messo in atto numerose iniziative innovative, tra le quali una strategia avanzata di gestione dell’acqua, che va dalla separazione dell’acqua piovana e delle acque reflue al compostaggio dei fanghi per uso agricolo e alla generazione di biogas dalle acque reflue per produrre elettricità. Come anche a
Copenaghen, con la straordinaria iniziativa
CopenPay. E poi ancora in programmi nazionali come
Slovenia Green o
Sustainable Travel Finland, oppure in Austria dove è stato elaborato un
Ecolabel per il turismo, aiutando imprese e comuni a progettare azioni orientate al recupero ambientale, sottoposte a un'egida nazionale coerente.