La Comunicazione per prodotti tessili sostenibili e circolari anticipa nuove norme per l'industria Ue. La Commissione sta considerando requisiti di progettazione, il divieto di distruzione dei prodotti invenduti, un passaporto digitale del prodotto, azioni contro il rilascio involontario di microplastiche dai tessuti. In arrivo anche nuove norme Ue armonizzate sulla responsabilità estesa del produttore per i tessili.
Le proposte sono centrate su un'estensione del campo di applicazione della direttiva sull'ecodesign, che ha già consentito risparmi energetici cospicui. E sono destinate a entrare in vigore tra qualche anno. È l'inizio di un percorso: in uno scenario ottimistico, secondo un alto funzionario Ue, occorreranno tra due anni e mezzo e tre anni per avere le norme in vigore. “Nel frattempo lavoriamo su alcune regole su circolarità, durevolezza e riparabilità degli oggetti”. La possibilità di riparare gli oggetti più facilmente farà parte del pacchetto legislativo: “Se si rompe il motore della lavastoviglie - dice il commissario europeo per il clima Timmermans - deve poter essere sostituito facilmente”.
Quello approvato è “un quadro regolatorio orizzontale” che riguarda moltissimi prodotti e che delinea “regole precise per ogni settore”, spiega invece il commissario al Mercato Interno Thierry Breton. “Ricordiamo queste tre parole: recuperabilità, riutilizzabilità, riparabilità. Dobbiamo tutti stare più attenti a non sprecare”.
Tra i primi prodotti ad essere interessati da nuove regole potrebbero essere tessuti, mobili, materassi, pneumatici, detergenti, vernici, ma anche acciaio, ferro e alluminio. Un'altra proposta mira a sostenere il mercato interno per i prodotti destinati all'edilizia, un settore centrale sia per l'economia europea che per la transizione ecologica, che conta in Europa cinque milioni di imprese e 25 mln di posti di lavoro. Sul tavolo anche nuove regole per far sì che i consumatori siano meglio informati sulla sostenibilità ambientale dei loro prodotti e meglio protetti contro il greenwashing, l'ambientalismo fittizio spesso usato nelle strategie di marketing per dare una verniciata di verde ad aziende che ecologiche non sono.
Le nuove norme, indica la Comunicazione, potranno essere applicate in un percorso di transizione per l'ecosistema tessile per stabilire la strada da seguire e definire i passi concreti per affermare i principi dell'economia circolare nel settore.