Sei incontri territoriali per coinvolgere cittadini e stakeholder nella definizione della legge sull’economia circolare e dell’aggiornamento del piano rifiuti. Parte da Spoleto il percorso partecipativo promosso dalla Regione Umbria per costruire la nuova legge sull’economia circolare e aggiornare il piano regionale dei rifiuti. Il primo appuntamento è in programma il 29 aprile a Villa Redenta e segna l’avvio di un ciclo di sei incontri territoriali aperti a cittadini, amministratori e stakeholder.
L’obiettivo dichiarato è ambizioso: trasformare la gestione dei rifiuti da problema a risorsa, capace di generare valore economico, ambientale e sociale. Un cambio di paradigma che punta a superare definitivamente la logica emergenziale, orientando il sistema verso modelli sostenibili e innovativi.
Il percorso partecipativo accompagnerà la definizione della strategia regionale “Umbria Circolare”, raccogliendo contributi e criticità dai territori per costruire una riforma condivisa. Gli incontri si svolgeranno, oltre che a Spoleto, anche a Magione, Orvieto, Marsciano, Terni e San Giustino nel periodo compreso tra fine aprile e metà maggio.
Tra i principali obiettivi al 2030 figurano il raggiungimento dell’80% di raccolta differenziata e del 65% di riciclo effettivo, la riduzione dei rifiuti indifferenziati fino a 100 kg per abitante e il contenimento dello smaltimento in discarica al 20%. Previsto inoltre lo stop a nuovi inceneritori e l’introduzione della tariffazione puntuale, basata sul principio “chi inquina paga”.
Il piano prevede anche una riduzione complessiva della produzione di rifiuti del 10% entro il 2030, con un limite fissato a 410 mila tonnellate annue, e un rafforzamento delle filiere del riuso, della riparazione e del riciclo.
Secondo la Regione, la riforma potrebbe generare benefici economici significativi, con risparmi stimati in circa 22 milioni di euro all’anno, oltre a contribuire alla tutela della salute pubblica nel rispetto del principio europeo “Do No Significant Harm”.
Il percorso avviato rappresenta quindi un passaggio chiave per posizionare l’Umbria tra le regioni italiane più avanzate nella transizione verso un modello di economia circolare, fondato su partecipazione, innovazione e sostenibilità.