Un Patto con il Mare per la Terra: per una strategia marina della sostenibilità

di Redazione

16/12/2022

Un Patto con il Mare per la Terra: per una strategia marina della sostenibilità

Prende il via da Roma Il progetto Patto con il Mare per la Terra, che si propone di unire nell'impegno università, centri di ricerca e imprese per la ricerca, l'innovazione, la formazione, al fine di rigenerare la vita sulla terra. Il progetto, presentato al ministero dell'Agricoltura e della sovranità alimentare e delle foreste, è ideato dal Laboratorio di Sostenibilità e Economia Circolare dell'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e redatto in collaborazione con Paolo Marcesini, direttore di Italia Circolare.

All'iniziativa, al momento, hanno aderito 10 università, 60 aziende, la Regione Calabria, l'Istituto nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS), la Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, il ministero dell'Agricoltura e della sovranità alimentare e delle foreste e quello dell'università e della ricerca. Nel suo complesso il Patto - spiegato i promotori - “intende elaborare strategie condivise per raggiungere gli obiettivi esplicitati dagli 11 descrittori con cui la Commissione europea definisce i criteri e le norme metodologiche relativi alla valutazione del buono stato ecologico delle acque e i traguardi ambientali per la strategia marina, in equilibrio con lo sviluppo sostenibile del pianeta”. 

In particolare - viene sottolineato - “proteggere la biodiversità marina significa impegnarsi per la vita del nostro Pianeta, garantendo cibo buono, sano e naturale per tutti, combattendo la crisi climatica e promuovendo l'impiego di energia rinnovabile”. 

“Partire da questo Patto - commenta Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e presidente dell'Università di Scienze Gastronomiche - per mettere al centro atteggiamenti virtuosi da condividere con le università, aziende e giovani. Il Patto ha senso se diventa quotidianità”. 

“Ad oggi - afferma Silvestro Greco, dirigente di ricerca della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli - abbiamo trovato l'adesione all'iniziativa di 60 aziende, due enti di ricerca e dieci università. A questi va aggiunto il patrocinio del ministero dell'Agricoltura e della sovranità alimentare e delle foreste e del ministero dell'Università e della ricerca. Tra le regioni ha aderito la Calabria”.  Sempre Greco: “Noi conosciamo meno dell'1% dei mari italiani: non li abbiamo mai mappati. Conosciamo tutti i crateri della Luna, ma non abbiamo le mappe dei nostri fondali marini, se non per pochissime aree. In questi ultimi anni, nell'ambito delle mie ricerche sull'eolico galleggiante offshore, ho potuto calare dei robot ed effettuare scansioni dei fondali, ad esempio nello Stretto di Sicilia, in aree mai mappate prima. Con il Patto vogliamo innescare un processo virtuoso per estendere queste iniziative di conoscenza”.