Un rifiuto alla volta. E salviamo l'oceano!

di Simona Giuliano

03/02/2024

Un rifiuto alla volta. E salviamo l'oceano!

Entro il 2050 i nostri mari rischiano di contenere più plastica che pesci. (Ellen McArthur Foundation, 2016).
Quello che vediamo galleggiare sulla superficie del mare e arenarsi sulle spiagge è, purtroppo, solo la punta dell’iceberg di un problema ben più complesso che giace soprattutto nel profondo dei fondali marini. Il 70% dei rifiuti che ogni anno finiscono nei mari e negli oceani del mondo affonda.
Oltre a catturare pesci, i pescatori tirano su rifiuti di ogni tipo, dalle reti per la coltivazione delle cozze alle bottiglie di plastica. Per non parlare dei pneumatici.

Perché i rifiuti finiscono in mare?
La maggior parte degli studi scientifici ha concluso che la plastica negli oceani è il risultato di una gestione dei rifiuti scarsa o insufficiente e della mancanza di riciclaggio e recupero sufficienti. I detriti marini provengono da varie fonti e la plastica può entrare nell’oceano in molti modi. Alcune delle cause più comuni includono:

1. Discariche mal gestite o con risorse insufficienti;
2. Trattamento delle acque reflue e straripamenti fognari combinati;
3. Persone che utilizzano le spiagge per svago o pesca da riva;
4. Siti di produzione, lavorazione della plastica e trasporti;
5. Impianti di smaltimento e trattamento dei rifiuti solidi a terra;
6. Contenitori per rifiuti e veicoli portacontainer coperti in modo inadeguato;
7. Scarico inappropriato o illegale di rifiuti domestici e industriali;
8. Rifiuti stradali che vengono lavati dalla pioggia o dallo scioglimento della neve o spinti dal vento lungo i corsi d’acqua.

I rifiuti minacciano la vita marina e i suoi ecosistemi e, indirettamente, la qualità della vita sulla Terra, che è strettamente legata al benessere degli oceani.

Produzione di ossigeno: il 45% dell’ossigeno che respiriamo è prodotto dal mare; quindi, un mare sano significa una migliore qualità dell’aria.
Riduzione della CO2: il mare assorbe e trasforma il 30% delle emissioni globali di carbonio, quindi è il nostro principale alleato nella lotta contro il cambiamento climatico.
Sovranità alimentare: nei Paesi in via di sviluppo, la pesca è una parte integrante dell’economia e tre miliardi di persone dipendono dal pesce come principale fonte di proteine. Senza un ecosistema marino sano, il benessere delle comunità costiere è a rischio.
 
Un rifiuto alla volta. E salviamo l'oceano!

Il settore della pesca è il più minacciato dal problema del marine litter, ma anche quello che può ricoprire un ruolo da protagonista nella pulizia del nostro mare, proprio come dimostrano le attività di "fishing for litter". Il fishing for litter è un’attività parallela a quella della pesca. che consiste nel retribuire i pescatori per recuperare i rifiuti marini dall’oceano e riportarli a terra.

Ogyre è la prima start-up italiana che si pone l'obiettivo di supportare un network di pescatori nella rimozione di tonnellate di rifiuti dall’oceano. Gli obiettivi del progetto sono la riduzione della presenza di rifiuti presenti in mare e il sostegno a nuove forme di reddito generate dalla transizione ecologica. Al momento, il progetto è attivo in Brasile, Indonesia e Italia e sono 60 i pescatori attualmente coinvolti. Finora sono stati raccolti 434.355 kg di rifiuti e l'obiettivo è recuperare e smaltire 1.534.000 kg entro il 2024

Qual è la giornata tipo di un pescatore impegnato nel progetto di Fishing for Litter?
Tutti i giorni si svegliano all’alba per uscire in mare, rafforzando il loro legame con questa preziosa fonte di vita. Una volta al largo raccolgono rifiuti mentre pescano, contribuendo alla tutela dell’oceano e dell’ecosistema marino
Una volta tornati a terra, i rifiuti vengono scaricati, pesati e analizzati e categorizzati da un partner locale, che li archivia digitalmente prima di consegnarli all’organizzazione locale incaricata dello smaltimento.
Prima di essere riciclati o smaltiti, i rifiuti marini raccolti vengono accuratamente pesati, fotografati e caricati sulla piattaforma digitale di Ogyre, permettendo a chiunque decida di sostenere la missione di vedere chiaramente il proprio contributo per pulizia dell’oceano. I rifiuti raccolti vengono poi trasportati a terra, smistati e catalogati prima di essere smaltiti o riciclati, realizzando ad esempio giacche e costumi.
In alcuni Paesi, come Brasile e Indonesia, i pescatori vengono invece pagati per uscire appositamente in mare per raccogliere rifiuti, una sorta di attività alternativa alla pesca.