Una gigantesca lente solare delle dimensioni di cento metri quadri (per ora) che concentra la luce in un punto generando temperature fino a 4.000 gradi. Non è fantascienza: è la premessa tecnica su cui si basa Heliosand, startup francese che ha messo a punto una "fornace solare" capace di fondere e vetrificare rifiuti minerali e industriali, dalle scorie ai fanghi estrattivi, trasformandoli in materiali inerti riutilizzabili per l’edilizia e l’industria.
Come funziona
il cuore del sistema è una lente di Fresnel brevettata dalla startup che concentra la radiazione solare con efficienza dichiarata elevata (Heliosand parla di percentuali di conversione molto superiori al fotovoltaico tradizionale).
La luce così concentrata genera calore puro, direttamente sul materiale, senza passaggi intermedi elettrici: il risultato è una fusione che neutralizza contaminanti organici e inorganici e incapsula metalli e tossici in una matrice vetrosa stabile.
Il prodotto finale, una sorta di "roccia" o vetro industriale, che può essere frantumato e usato come sabbia, aggregato o sostituto parziale del cemento, riducendo la dipendenza dalle cave e la necessità di discarica o incenerimento.
Heliosand è nata in Francia e ha sede a Lione; la società ha sviluppato prototipi e dimostratori negli ultimi anni, presentando le sue prime apparecchiature ancora nel 2022 e consolidando test e partnership nei due anni successivi. i co-fondatori sono Rafik Kheffache (ceo) e Geoffrey Marino (direttore tecnico), che hanno accompagnato le dimostrazioni tecniche e la promozione verso investitori e partner industriali.
Nel corso del 2025 Heliosand ha moltiplicato dimostrazioni su scala ridotta e ha organizzato eventi per industriali e stakeholder: il 18 luglio 2025 ha tenuto una dimostrazione con un prototipo in scala 1/10 vicino a Saint-Marcellin (Isère), mostrata alla stampa locale come passo verso una raccolta fondi e la costruzione di un primo impianto pilota.
L’azienda ha poi lanciato iniziative di raccolta capitale rivolte a investitori privati e community di crowdfunding per finanziare la scala industriale della tecnologia.
"La tecnologia - hanno dichiarato i fondatori - trasforma rifiuti altrimenti non riciclabili in materiali inerti e lo fa usando energia 100% solare, quindi senza emissioni dirette di CO₂. Siamo gli unici al mondo a costruire lenti solari di 100 m²", parlando di "grande interesse di imprese nel settore delle costruzioni e dell’energia".
Georgif Marino, ad esempio, ha raccontato pubblicamente la dimostrazione del forno solare e l’intenzione di aprire una levata di fondi per finanziare il progetto pilota.
La vetrificazione è una tecnica nota: riscaldare materiali contaminati fino a farli diventare vetro è un modo per immobilizzare i contaminanti e ridurre la pericolosità a lungo termine. l’innovazione di Heliosand è applicare questo principio con calore "puro" proveniente dal sole, eliminando il bisogno di fonti fossili per generare temperature estreme.
Il vantaggio potenziale è doppio:
ridurre emissioni e trasformare costi di smaltimento in materia prima circolare per l’edilizia. Restano però alcuni problemi da superare di non poco conto: la fattibilità su scala industriale, la continuità di funzionamento (la luce solare è intermittente), i costi di impianto e logistica, conformità normativa dei nuovi materiali nelle applicazioni strutturali e bilancio energetico complessivo del processo (compresi i circuiti di carico/scarico e la movimentazione dei rifiuti).
Heliosand sostiene di avere percorsi tecnici e prototipi che affrontano questi aspetti; la sfida è ora dimostrare la replicabilità e la redditività su grande scala.
Il vero banco di prova sarà il dimostratore industriale: se funzionerà come promesso, la tecnologia potrebbe offrire un nuovo canale per gestire rifiuti difficili e creare aggregati circolari con un’impronta carbonica molto più bassa.