Dietro VEGEA ci sono due percorsi professionali complementari. Francesco Merlino, chimico industriale con esperienza nella valutazione degli impatti ambientali e nella chimica verde, e Gianpiero Tessitore, architetto e designer con una lunga ricerca sui materiali sostenibili, hanno unito competenze scientifiche e progettuali per dare corpo e sostanza a una visione concreta. Nel 2016 nasce VEGEA, dopo un percorso di ricerca avviato alcuni anni prima sull'impiego delle biomasse vegetali e culminato con il brevetto della tecnologia proprietaria dedicata alla valorizzazione delle vinacce.
Per Tessitore, la sfida non è mai stata soltanto quella di creare un nuovo materiale, ma di ripensare il modello produttivo. «L'attuale modello lineare di produzione, consumo e scarto non è sostenibile. Passare a un'economia circolare significa trasformare tutte le risorse in prodotti ad alto valore aggiunto», spiegava già nel 2017, presentando VEGEA al programma internazionale Fashion for Good di Amsterdam. Anche l'origine dell'idea racconta questa visione. «Il nostro intento era analizzare le diverse matrici di origine vegetale all'interno della filiera agroindustriale per produrre biopolimeri e biomateriali», ha ricordato Tessitore. «Questo studio ci ha portati a identificare la vinaccia come una materia prima ricca di oli e lignocellulosa», trasformando un residuo della produzione vinicola in una risorsa per la manifattura del futuro.
Come accade per molte innovazioni di frontiera, il percorso di VEGEA è stato caratterizzato da un forte investimento in ricerca e sviluppo, capace di generare valore dall'equilibrio tra contenuto di origine vegetale, caratteristiche tecniche, durabilità e possibilità di impiego in contesti industriali diversi. Questo approccio ha consentito di superare una delle principali sfide che accompagnano i biomateriali: non limitarsi a proporre un'alternativa sostenibile, ma offrire soluzioni in grado di soddisfare gli standard richiesti dal mercato. Scorrendo il loro Sustainability Report 2025, emerge come la crescita dell'azienda sia accompagnata da un monitoraggio costante degli impatti ambientali, delle attività di ricerca e sviluppo, delle collaborazioni e delle strategie di innovazione. Tra gli elementi che meritano particolare attenzione figurano la valorizzazione delle biomasse provenienti dalla filiera vitivinicola, gli investimenti nella ricerca, l'analisi del ciclo di vita dei materiali (LCA), le certificazioni ottenute e il consolidamento di un modello produttivo orientato alla circolarità.