Il Salone del Mobile di Milano è un palcoscenico, uno specchio, una iperbole di bellezza e utilità, semplificazione e complessità, materia e produzione, artigianalità e digitale, una mappa creativa del valore e del desiderio, la rappresentazione del nostro tempo. Tutte definizioni che parlano la lingua necessaria alla costruzione del futuro. Costruzione che ha bisogno di dare nuovi significati e nuove responsabilità al brand, l’innovazione, la sostenibilità, il know how, la ricerca e sviluppo, l’intelligenza artificiale e l’economia circolare definita come paradigma produttivo necessario per dire che tutto si può fare meglio consumando meno. Il design come forma e sostanza di utilità consapevole ed esempio di bellezza sostenibile a misura d’uomo.
Da oggi Studio Legale Improda, primaria organizzazione nel campo dei servizi legali, insieme a Italia Circolare (per una volta parliamo di noi) si sono messi insieme per raccontare le parole chiave della transizione sostenibile che sta vivendo il mondo del design e dell’arredo.
Alberto Improda, CEO Studio Legale Improda, ci ricorda che: “Il settore dell'Arredamento e del Design oggi riveste un ruolo di peculiare importanza, rappresentando il terreno ideale di sperimentazione e sviluppo delle nuove pratiche alle quali l'Impresa è chiamata, nel segno della Sostenibilità e Circolarità. Il Salone del Mobile costituisce uno straordinario catalizzatore di idee ed energie: il progetto di Studio Legale Improda e Italia Circolare ha lo scopo di sostenere e supportare queste idee ed energie, affinché si possano tradurre in risultati tangibili, per lo sviluppo delle Aziende interessate ed il progresso dell'intera Società”.
Per Paolo Marcesini, direttore di Italia Circolare, questo settore è chiamato a svolgere una funzione di responsabilità attiva nei confronti di questa nuova consapevolezza competitiva richiesta dal mercato: “Le aziende oggi si raccontano attraverso i principi dello sviluppo sostenibile, l’economia circolare, la qualità, il benessere, la trasparenza, l’innovazione di filiera e di prodotto, la coesione con la comunità dove operano, l’attenzione ai loro bisogni, la cura del territorio e del paesaggio, una nuova economia delle relazioni per una nuova interpretazione della Corporate Social Responsibility. Il percorso è difficile, spesso non hanno la forza per confrontarsi con questi obiettivi ma tutte ormai ne riconoscono il valore definito come fattore realmente competitivo. Partire dal Salone del Mobile significa osservare, comprendere e immaginare tempi, modi e traiettorie della transizione”.
Una transizione che partendo dalle tre dimensioni della sostenibilità, sociale, economica e ambientale, attraverso il paradigma produttivo della circolarità, dall’upcycling al riuso, dall’ecodesign alla riciclabilità, dai nuovi materiali alla diminuzione dell’impatto ambientale, definisce le responsabilità del brand alla luce delle funzioni regolatorie dettate dai Green Claims, una nuova etica pubblica e consapevole del design e l’aggiornamento delle competenze alla base del know how che il Made in Italy ha da sempre espresso in questo settore.