C'è un luogo in Campania che, ogni anno a maggio, si trasforma nella capitale italiana dell'attivismo ambientale giovanile. È l'Oasi Dunale di Paestum, gestita dal circolo locale di Legambiente: uno spazio che porta in sé già da solo una storia potente, perché quella che oggi è un'area protetta era un tempo una discarica. La sua trasformazione è il simbolo esatto di ciò che lo Youth Climate Meeting celebra e promuove — il cambiamento possibile, quando c'è volontà e comunità.
Youth Climate Meeting 2026 è l'appuntamento annuale organizzato dal Coordinamento Giovani di Legambiente, e quest'anno torna per la sua ottava edizione con quattro giorni intensi di incontri, dibattiti, workshop e momenti di comunità.
Quattro giorni, un'agenda ambiziosa
Il programma affronta temi cruciali con un approccio inclusivo e intersezionale: dalla giustizia climatica alla transizione verso fonti di energia rinnovabili, dai reati ambientali e le ecomafie all'economia circolare, dall'alimentazione e agroecologia al benessere animale, fino al volontariato internazionale come impegno per la pace e i diritti umani.
Non si tratta di una semplice conferenza: lo Youth Climate Meeting è pensato come uno spazio di educazione non formale, partecipativa e inclusiva. I giovani attivisti non sono spettatori passivi, ma protagonisti di tavoli tematici, laboratori pratici e confronti diretti con esperti. Un format che da anni distingue l'evento da qualunque convegno istituzionale — e che lo ha reso un punto di riferimento per chi vuole trasformare la preoccupazione per il clima in azione concreta.
L'occhio puntato sulla COP30
L'edizione 2026 si svolge in un momento particolarmente carico di significato politico. Un focus importante sarà la prossima mobilitazione europea in vista della COP30, un momento cruciale per spingere i governi ad adottare politiche ambiziose per contrastare il cambiamento climatico. La conferenza delle Nazioni Unite sul clima, in programma a Belém, in Brasile, è l'orizzonte verso cui converge l'energia di questi giorni a Paestum: i giovani si preparano a far sentire la propria voce, in Italia e in Europa, perché le promesse si traducano in impegni vincolanti.
Una comunità in crescita
Edizione dopo edizione, lo Youth Climate Meeting ha allargato la sua platea. L'evento ha registrato anche nell'edizione precedente una partecipazione entusiasta, con circa 350 giovani iscritti provenienti da ogni angolo d'Italia, a conferma che il raduno è diventato qualcosa di più di un appuntamento associativo: è uno spazio di costruzione identitaria per una generazione che ha fatto dell'impegno ecologico una scelta di vita.
Accanto alle sessioni formative, il programma prevede anche momenti di convivialità — concerti serali, visite guidate all'Oasi Dunale e al vicino Parco Archeologico di Paestum, aperitivi e spazi di incontro informale. Perché la transizione ecologica, per essere davvero trasformativa, deve abitare anche il tempo libero, i rapporti umani, il senso di appartenenza a una comunità.
Perché conta, anche per l'economia circolare
Per chi si occupa di circolarità, questo evento non è una notizia laterale. Tra i temi al centro dei quattro giorni c'è esplicitamente l'economia circolare, accanto ad alimentazione, agroecologia e transizione energetica: tutti ambiti in cui le nuove generazioni stanno maturando competenze, linguaggi e capacità di pressione che già oggi influenzano imprese e istituzioni.
I giovani che ogni anno si ritrovano a Paestum sono gli stessi che domani sceglieranno come consumare, per chi lavorare, quali aziende sostenere e quali politiche chiedere. Il Youth Climate Meeting è, tra le altre cose, il luogo dove quella consapevolezza si consolida e si traduce in richieste precise.